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Processo Bossetti, i suoi avvocati tentano il tutto per tutto fotogallery video

Nell'udienza di oggi, venerdì 10 giugno, due legali ultimeranno la loro requisitoria per cercare di convincere tutti che Bossetti è "un uomo che è stato scelto a caso come il colpevole del delitto della ragazzina"

Distruggere quello che hanno definito come un “castello di suggestioni”. E’ il compito che spetta a Claudio Salvagni e Paolo Camporini, gli avvocati di Massimo Giuseppe Bossetti, unico imputato per il brutale delitto di Yara Gambirasio.

Nell’udienza di oggi, venerdì 10 giugno, i due legali ultimeranno la loro requisitoria di fronte alla corte presieduta dal giudice Antonella Bertoja. L’obiettivo è cercare di convincere tutti della loro tesi secondo cui Bossetti è “un uomo che è stato scelto a caso come il colpevole del delitto della ragazzina”.

Salvagni e Camporini, alterandosi, ripartiranno dal ricostruire i movimenti del furgone di Bossetti la sera del 26 novembre 2010 in cui scomparve la 13enne di Brembate, per mettere in crisi i tempi dettati dagli inquirenti in base alla tre telecamere del paese che hanno ripreso il mezzo più volte nella zona della palestra.

Ma gli avvocati dovranno spiegare soprattutto quella traccia di dna ritrovata su slip e leggins della vittima e appartenente a Bossetti. Si baseranno probabilmente su “alcuni aspetti critici” già evidenziati in passato: come la mancanza del dna mitocondriale (che per l’accusa non inficia il risultato) o il modo in cui la stessa traccia biologica è stata conservata e maneggiata.

Per Bossetti – imputato anche per calunnia per aver accusato del delitto un ex collega, Massimo Maggioni – il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. Gli avvocati della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, risarcimenti per oltre tre milioni di euro. La sentenza è attesa per il primo luglio, dopo le dichiarazioni spontanee dell’imputato.

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