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Ladro in gioielleria a Calcio, donna lo scopre e lui reagisce: “Ti spacco la faccia” foto

E' successo nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 giugno. Un ladro ha preso di mira l'oreficeria "Tizia e caio" di piazza Marconi. Bottino 5mila euro

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Dopo essere stato scoperto da una donna, l’ha minacciata e ha continuato a rompere la vetrina per poi saccheggiare la gioielleria. E’ successo nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 giugno a Calcio, dove un ladro, con l’aiuto di un complice che lo attendeva in auto, ha preso di mira l’oreficeria “Tizia e caio” di piazza Marconi.

L’uomo, italiano, piuttosto alto, con il volto coperto da un passamontagna e un cappuccio, intorno all’una si è avvicinato al negozio impugnando una grossa mazza. Dopo essersi guardato intorno, ha iniziato a colpire energicamente una delle vetrine per sfondarla.

Una serie di colpi molto potenti, che hanno svegliato gli abitanti della zona. Tra loro anche una marocchina che abita proprio di fronte alla gioielleria. La donna, dopo essersi affacciata alla finestra ed essersi resa conto di ciò che stava accadendo, coraggiosamente ha urlato all’uomo di andarsene.

Il ladro ha smesso per un attimo di colpire la vetrina, si è voltato e le ha urlato: “Ti spacco la faccia!”. Ha quindi ripreso a martellare, e dopo aver ottenuto un buco abbastanza grande, ha inserito la mano e ha arraffato alcuni bracciali da uomo e una catena da donna, per un valore complessivo di circa cinquemila euro.

Nel frattempo, anche gli altri residenti si sono affacciati e hanno iniziato a urlare, mentre altri chiamavano i carabinieri. Il malvivente, sentendosi braccato, ha così pensato di andarsene, abbandonando in strada la grossa mazza. E’ salito sull’auto del complice ed è fuggito, prima dell’arrivo dei carabinieri. Il colpo è durato in tutto meno di cinque minuti.

Amareggiata la proprietaria della gioielleria, Pinuccia Miniaci, che abita lontano dal negozio ed è venuta a sapere del furto solo più tardi da alcuni vicini: “E’ la prima volta che ci derubano in questo esercizio – le sue parole – , avevano tentato l’anno scorso, con modalità simili, ma non ci erano riusciti. Tre anni fa, invece, erano entrati in casa nostra e ci avevano rubato l’auto. Nel 1993 avevano puntato la pistola in testa a mio marito che stava tornando a casa e ci avevano rubato gioielli per circa 400 milioni di lire”.

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