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Europei al via: la Nazionale non vince dal ’68, Conte spera di essere l’outsider

L'Italia agli Europei? Sapere come si piazzerà è un po' come fare le previsioni del tempo in questo periodo... Alberto Porfidia dà il "la" ai campionati in Francia.

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L’Italia agli Europei? Sapere come si piazzerà è un po’ come fare le previsioni del tempo in questo periodo: se dite che è variabile azzeccate, la mattina sole, pomeriggio piove. Nel pallone (non per sfuggire al pronostico) qualsiasi risultato è possibile, ma in casa azzurra si vola basso. Facciamo intanto un passo indietro?

Zoff, Burgnich, Facchetti; Rosato, Guarneri, Salvadore; Domenghini, Mazzola, Anastasi, De Sisti, Riva. Allenatore Ferruccio Valcareggi. Con i gol di Riva e Anastasi l’Italia batte 2-0 la Jugoslavia e conquista all’Olimpico di Roma il titolo europeo, l’unico per il momento nella storia degli azzurri. Era il 10 giugno ma sembra già preistoria visto che son passati quasi 50 anni (1968). Da allora, per l’Italia all’Europeo importante è partecipare e sognare una vittoria che non arriva mai. E anche allora fu sudatissima: perché era la finale bis, giocata grazie al pareggio di Domenghini nella prima finale (1-1), due giorni prima con la Jugoslavia.

Da allora, l’Italia ha accarezzato il sogno nella finale del 2000, in Olanda a Rotterdam, persa 2-1 con la Francia ai supplementari (allenatore Zoff, gol di Delvecchio, Wiltord e Trezeguet) e quattro anni fa, l’Italia di Prandelli battuta in una finale molto meno incerta (4-0) dalla Spagna a Kiev, in Ucraina.

Insomma, lo dice anche la storia: per i quattro volte campioni del mondo (l’ultima dieci anni fa in Germania) c’è poco feeling con gli Europei. Ne sa qualcosa anche il citì, che da calciatore non ha partecipato per infortunio agli Europei del 1996 e nel 2000 ha chiuso per infortunio nei quarti di finale contro la Romania.

Ora Conte ci riprova, nel suo ultimo mese da commissario tecnico. Ed è forse tra i pochi a credere davvero in questa Italia senza qualità, anche lui ora con qualche dubbio: “Ci vorrà fortuna”, ha detto alla vigilia.

Come no? L’Italia non è la Juve, che in serie A non conosce avversari o che ha rivali che si fanno male e si mettono fuori gioco da sole, vedi le milanesi. Di questa povera (calcisticamente parlando) Italia, il valore aggiunto è semmai proprio l’allenatore, lui sì capace se non di tirar fuori il sangue dalle rape, però di spremere i suoi giocatori facendoli rendere al centodieci per cento. Il certificato di garanzia di questa Italia lontana dalla pole position è il suo allenatore-martello, certo non solo un grande motivatore.

Conte si è portato in Francia la difesa dei tre scudetti juventini, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini. Ha badato innanzitutto a coprirsi le spalle, come dire agli avversari: cominciate a farci gol, se ci riuscite. Però i fuoriclasse finiscono lì. I problemi arrivano dalla cintola in su, da un centrocampo con tanti operai ma zero architetti e non solo perché non c’è più il genio di Pirlo. Mancano Verratti, Marchisio e Conte ha lasciato a casa i piedi buoni di Jorginho e di Bonaventura: passi per Sportiello a cui è stato preferito Marchetti come terzo portiere, ma le qualità di Jack, la sua capacità di saltare l’uomo e adattarsi in vari ruoli, avrebbero fatto comodo anche per colmare certe lacune del centrocampo.

Conte invece ha preferito la linea juventina, Sturaro, Giaccherini che era con lui fin dal primo scudetto, Ogbonna. Ma allora, scusate, perché non premiare uno come Simone Padoin (cinque scudetti bianconeri di fila, di cui tre con Conte)?

Poi basta pensare a uno come Gigi Riva per capire che se vuoi vincere l’Europeo devi avere un bomber vero, mentre nella truppa azzurra non ce n’è uno all’altezza. Vero che Conte è stato capace di vincere due scudetti con Matri (dieci e otto gol), con Quagliarella (nove gol), ma nel terzo anno aveva Tevez (19 gol), Llorente (16), Vidal (10 e 11 gol), per non parlare di Pogba. Che invece, parliamo del francese, è uno dei candidati a prendersi la finale e forse anche il titolo di questi Europei, vuoi perché la Francia gioca in casa, vuoi perchè la squadra di Deschamps ha la forza per imporsi.

Le rivali? La solita Germania, che l’Italia potrebbe trovarsi di fronte ai quarti di finale e difficilmente i panzer falliscono un campionato, che sia Mondiale o Europeo. La stessa Inghilterra è più accorta con Hodgson, anche se i favori del pronostico stavolta se li prende il Belgio, squadra che piace molto e forse si compiace un po’. Bisognerà vedere fino a che punto Nainggolan e compagni reggeranno la pressione e l’attesa su di loro. Naturalmente c’è la Spagna, che ha vinto le due ultime edizioni e ha i numeri per arrivare almeno in semifinale.

L’outsider? Mah, si spera che possa essere proprio l’Italia. Non sappiamo quanto e come Conte sarebbe orgoglioso di imitare Ranieri e il suo Leicester, ma servirà anche uno stellone grande, per arrivare in fondo e trasformare l’azzurro pallido di questa vigilia in un’armata di eroi.

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