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Welfare e contrattazione: binomio possibile

Venerdì appuntamento alla Cisl per la Fiera della Contrattazione: a Bergamo 126 accordi aziendali nel 2015, il doppio dell’anno precedente

Contrattazione e welfare: un binomio possibile. È la tesi che la Cisl di Bergamo offre alla terza fiera della Contrattazione, l’iniziativa promossa da quella lombarda nella sua tappa in terra orobica, programmata per venerdì 10 giugno, dalle 9 alle 13, nel salone Riformisti della sede di via Carnovali 88.

“L’estensione del welfare nella contrattazione di secondo livello – sostiene Giacomo Meloni, segretario provinciale Cisl – necessita anche al nostro interno di una forte e decisa promozione culturale e formativa, perché a fianco di accordi innovativi e positivi, abbiamo anche occasioni non messe adeguatamente a frutto. Penso in particolare all’accordo con Confindustria firmato il 5 Aprile scorso, sulla proroga della sperimentazione per il 2016 dell’accordo di welfare territoriale, che è esigibile presso le imprese associate a patto che lo promuoviamo tramite la Federazione di categoria o le RSU.

Un lavoro di promozione anche tra gli addetti ai lavori, quindi, tra le intenzioni di questa edizione della “Fiera”, che metterà attorno a una tavola rotonda Gigi Petteni, della Segreteria nazionale, Luciano Pero, del Politecnico di Milano, Emmanuele Massagli per l’Adapt, Luciano Consolati  dell’Università “Marconi” di Roma, Roberto Perhat  di Confartigianato Bergamo e Stefano Malandrini per Confindustria Bergamo: con ognuno si indagheranno le volontà di presentare e strutturare nuovi progetti e strategie affinché il welfare entri di diritto nella contrattazione territoriale e, anzi, ne rappresenti una parte sostanziale.

D’altronde, la Cisl di Bergamo e le sue categorie hanno sempre affidato al welfare un’importanza fondamentale, infatti, gli accordi di secondo livello a Bergamo nel 2015 sono in totale 126, con un forte incremento rispetto ai 68 del 2014 e ai 62 del 2013. Di questi, 60 riguardano l’industria, 35 il Pubblico impiego, 16 il commercio e sevizi, 15 le costruzioni. Tra le categorie la Femca è risultata la più attiva con il 40% degli accordi, la Fim il 22%, Fisascat e Filca il 16,66%, Fai, Fistel e Fit 5 % .

Negli accordi del pubblico impiego gli istituti contrattuali più ricorrenti, sono l’orario di lavoro e la banca delle ore, l’indennità di funzione e la formazione. Più articolati i contenuti degli accordi di secondo livello per industria, costruzioni e servizi; il salario è contenuto in 70 accordi (erano 49 nel 2014) dei 90 pervenuti, (il 77% ) 11 trattano di Welfare, ( 15,71%) 9 Sicurezza, 7 relazioni industriali e orario di lavoro, 5 la formazione, 3 la Previdenza complementare 2 la stabilizzazione del contratto di lavoro.

Quest’anno, la Fiera orobica presenterà e indagherà gli accordi raggiunti a livello regionale per l’applicazione del W.I.L.A., (welfare di sostegno sia sanitario che sociale per i dipendenti delle imprese artigiane) che si integra con le provvidenze del fondo San.Arti, e prevede la copertura dei ticket e degli interventi chirurgici, il rimborso per l’ospedalizzazione domiciliare per i genitori dei dipendenti; e a livello locale i contratti alla Arditi (con l’anticipo aziendale di 12 mesi del versamento per la Previdenza complementare e il contributo all’istruzione per i figli dei dipendenti); all’Atb (un fondo aziendale sanitario integrativo compartecipato azienda-lavoratori e il sostegno al diritto allo studio) e alla T.A.V. di Caravaggio , nel quale è previsto il rimborso delle rette dell’asilo nido per i figli dei dipendenti, il rimborso dei libri di testo, l’incremento del contributo aziendale al fondo Cometa (previdenza integrativa) e Mètasalute (fondo sanitario).

“Sono tre esempi di contrattazione aziendale, non i soli a Bergamo e provincia, che dimostrano in modo tangibile che, Contrattazione e welfare sono un binomio possibile. Ricordo fra gli altri gli accordi di welfare e conciliazione alla Alfa Laval, Lucchini rs, alla Brembo, Robur, e alla San Pellegrino”.

E’ sempre tempo di nuove sfide per chi fa della contrattazione il suo mestiere. “Come ci ha indicato Giorgio Caprioli, la sfida è quella di rinnovare il modello contrattuale, rinnovarne i contenuti, ridare forza alla contrattazione decentrata, dare più spazio al welfare contrattuale, come capacità di dare risposte più dirette ai lavoratori. Noi dobbiamo impegnarci per migliorare la lettura dei bisogni dei lavoratori nelle imprese, e ripensare l’aggregazione degli interessi anche in tema di welfare, ricomporre le risorse, pubbliche e private del territorio, estendere le tutele delle persone che vivono nel territorio, a prescindere dal proprio rapporto di lavoro o contratto di lavoro. La strada del Welfare – conclude Meloni -è ancora lunga, ma è quella giusta”.

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