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Europei e Olimpiadi sostenibili, si può?

Nonostante l'impegno per manifestazioni più ecologiche, i costi in termini di denaro sono stati cospicui e i danni all'ambiente saranno molti: andiamo alla scoperta delle novità green adottate dagli organizzatori dei due eventi si preparano ad animare l'estate.

Due eventi si preparano a scuotere la rovente estate degli appassionati di sport: ci riferiamo agli Europei di calcio in Francia e alle Olimpiadi estive di Rio de Janeiro. Tra le molte questioni, sportive e non, che sollevano manifestazioni di questa portata, l’aspetto ecologico non è certamente tra quelle in primo piano. Tuttavia le conseguenze ambientali che portano con sé avvenimenti di tale portata sono molte.

Euro 2016 in Francia

Partiamo da Euro 2016: gli aspetti critici riguardano soprattutto la struttura degli impianti. Dei dieci stadi che ospiteranno le partite, quattro sono stati costruiti dal nulla, mentre gli altri hanno subito un riammodernamento. La realizzazione di nuove strutture non è sicuramente il segnale di un percorso di sostenibilità ambientale. Va però sottolineato che i nuovi stadi sono totalmente integrati nella realtà urbana delle singole città e, a partire dalla fine degli Europei, dovrebbero ospitare una serie di altre attività. Quella che è stata intrapresa è quindi una politica anti-gigantismo, che lasci spazio alla bellezza architettonica con lo scopo di creare un colpo d’occhio notevole. A questo si aggiungono le parole del presidente di Euro 2016 Jacques Lambert il quale, l’anno scorso, alla presentazione della manifestazione, ha promesso l’utilizzo di un calcolatore ecologico per ogni spettatore, così da misurare l’impatto in termini di CO2 negli spostamenti per l’evento. Gli stadi, inoltre, dovrebbero essere “no-smoke friendly”, così da educare i partecipanti a un comportamento positivo. Solo il tempo dirà se i buoni propositi annunciati saranno reali o meno.

Olimpiadi in Brasile

Sforzi sicuramente maggiori sono stati attuati per ridurre l’impatto ambientale dei Giochi Olimpici che, edizione dopo edizione, provano a diventare sempre più ecologici. La novità che salta subito all’occhio è rappresentata dalle medaglie, che verranno fabbricate con metallo riciclato. Ma c’è molto di più, gli organizzatori hanno promesso pratiche ecologiche sotto molti aspetti: dalle strutture, ai trasporti fino all’approvvigionamento del cibo e al riciclo dei rifiuti. Il comitato organizzatore brasiliano ha infatti garantito che tutto il legno utilizzato nelle competizioni proviene da fonti e produttori sostenibili. Inoltre il quartier generale dei Giochi sarà un edificio temporaneo progettato per consumare il 70% in meno di energia e una volta smantellato, i materiali di costruzione saranno recuperati quasi totalmente.

Soluzioni green verranno adottate anche nel trasporto: bus e furgoni saranno alimentati a biodisel derivato al 20% da olio alimentare di scarto e un piano è stato studiato anche per riciclare regolarmente i rifiuti organici con il compostaggio.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica. Nonostante l’impegno per manifestazioni più ecologiche, i costi in termini di denaro sono stati cospicui e i danni all’ambiente saranno molti.

Le Olimpiadi produrranno 17 mila tonnellate di rifiuti ed emissioni di CO2 pari a 3,6 milioni di tonnellate nonché l’utilizzo di grandi quantità di carburante e lo scarto di moltissime tonnellate di cibo: insomma, verrà presentato un conto molto salato al nostro pianeta. Questa la situazione in un Paese, il Brasile, che si prepara a ospitare la terza grande manifestazione negli ultimi quattro anni, dopo la Confederation Cup del 2013 e i Mondiali del 2014. Parliamo di una nazione economicamente in ginocchio, continuamente scossa da polemiche e scandali legati all’organizzazione e alla sicurezza.

Grandi eventi sportivi e attenzione all’ambiente al momento sono ancora due elementi poco conciliabili, ma allo sport sembra sia difficile rinunciare, per via della passione di molti o a causa degli interessi economici di qualcuno. Sport must go on.

Gianluca Zanardi

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