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Duecentotrenta chilometri di tubi Dalmine per il giacimento di gas Eni in Egitto

I risultati del fatturato 2015 di Tenaris Dalmine hanno rispettato le previsioni di decrescita a seguito del crollo del petrolio. Il colosso si è aggiudicato l'importante commessa per la fornitura di tubi per l'Eni per il giacimento di gas naturale di Zohr al largo dell’Egitto.

Il crollo del prezzo del petrolio, la situazione geopolitica, i dazi doganali e la concorrenza da Oriente hanno portato Dalmine Spa, del gruppo Tenaris, a rivedere la propria politica industriale. Se lo scorso anno era stato previsto un esubero di personale (ormai quasi ultimato, con i 297 i dipendenti accompagnati alla pensione), oggi Tenaris Dalmine può guardare al futuro con una struttura più leggera, con una solidità patrimoniale e conti in ordine. È quanto emerge dal quadro tracciato dall’amministratore delegato Sergio Tosato.

“Come avevamo previsto lo scorso anno c’è stata una riduzione dei volumi di produzione, siamo passati dalle 563 mila tonnellate del 2014 alle 374 mila del 2015 – afferma Tosato -. Anche il fatturato è sceso a 824 milioni euro nel 2015 rispetto al 1.157 milioni del 2014. Nonostante questa riduzione abbiamo chiuso il 2015 con un utile di 12 milioni di euro. È questa una valutazione positiva se confrontata con i nostri concorrenti europei”.

Rimane centrale l’attenzione al personale: “La riduzione di forza lavoro che avevamo anticipato l’anno scorso l’abbiamo conclusa senza tensioni, abbiamo accompagnato fino al 2020 i dipendenti che dovevano andare in pensione grazie anche all’accordo raggiunto con il sindacato, ci hanno appesantito i costi ma siamo complessivamente soddisfatti – osserva Tosato – l’agire tempestivamente, ci ha dato ragione. Non siamo intervenuti solamente sul personale, c’è stata una grande azione di riduzione dei costi fissi, dei viaggi, della manutenzione straordinaria ridotta nei volumi visto che gli impianti sono efficienti. Anche perché non si deve dimenticare che abbiamo investito oltre 50 milioni di euro per mantenerli. Abbiamo agito anche sui costi variabili, introducendo azioni di stop and go: ci permettono di lavorare a fasi alterne riducendo i costi di energia”.

Il presente è fisso sull’andamento del prezzo del petrolio che torna a salire. Ma non è ancora stabile ed è esposto a speculazioni finanziarie. In questo contesto è difficile tracciare piani di sviluppo o di crescita. L’orizzonte è ridotto. Non per questo mancano strategie e nuove commesse. Anche se il 2016 sarà ancora duro, da due anni si è fermata la perforazione e tutti hanno sfruttato i pozzi possibili per fare cassa, anche se oggi queste riserve rischiano di estinguersi. L’immissione del greggio da parte dell’Iran non ha scardinato il mercato perché è andato a supplire la produzione di Paesi che vivono situazioni difficili (come Libia, Siria e Niger) e fronte di una domanda che non conosce segni negativi in India, America ed Europa.

Se i siti produttivi Tenaris in Argentina e Messico hanno risentito di più degli effetti della crisi globale, Dalmine sta beneficiando di alcuni fattori: essendo specializzata nelle condotte del gas si è accaparrata ordini per le piattaforme di estrazione nel Golfo di Guinea, Mozambico e soprattutto il giacimento Zohr in Egitto.

“Stiamo realizzando 60mila tonnellate di tubi per i 230 chilometri che collegheranno la piattaforma Zohr, dal giacimento scoperto dall’Eni nel Mediterraneo davanti all’Egitto alla terraferma – spiega Tosato -. Una produzione che investe i nostri impianti di Dalmine per quattro o cinque mesi. Zohr è un progetto che coinvolge molte persone. E la nostra presenza in quell’area può offrirci la possibilità di presentarci per altri giacimenti in Israele e a Cipro”.

Dalmine Spa ora sta razionalizzando tutta la struttura organizzativa, preservando però la rete di persone che hanno funzioni chiave soprattutto verso il cliente, sia come vendita sia come assistenza tecnica. “Affiancano i nostri clienti nella fase di installazione dei tubi ci permette di comprendere le loro esigenze ed investire in ricerca e sviluppo per risolvere i loro problemi e fidelizzare così i clienti” sottolinea Tosato. Se la struttura della Dalmine oggi è più flessibile e pronta a cavalcare la ripresa che arriverà, c’è da evidenziare che sono molti i volti bergamaschi che ricoprono ruoli importanti nel gruppo Tenaris: Luca Zanotti, Area Manager Usa; Paola Mazzoleni, direttore Risorse Umane; Andrea Previtali, Area Manager Indonesia; Michele Zucchetti, Direttore Fabbricazione Romania; Beppe Randazzo, Responsabile Produzione a Bay City in Usa; Luca Licini, Responsabile Produzione Treno Medio Tamsa in Messico; Beppe Brolis, Responsable Filettatura Siderca in Argentina; Luca Benigni, Responsabile Progetto Ingegneria Laminatoio Bay City in Usa.

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