BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

Modulo, mercato e rapporto con la curva: come cambia l’Atalanta con Gasperini

Da risolvere tante situazioni delicate: da Pinilla che lasciò Genova per il credo tattico del mister piemontese, al mercato sul quale Sartori dovrà intervenire con attenzione. Occhio poi al rapporto mister-ultrà

Arriva Gasperini. Evviva. Non è una prima scelta, inutile nascondersi. La società aveva sondato almeno due altri pretendenti. Maran fortemente cercato da Sartori e il sogno Prandelli.

Ma i sogni finiscono per svanire all’alba, specie se in ballo ci sono contratti milionari e rose competitive che i Percassi non possono garantire. Vale anche per Reja, dignitoso e in attesa fin che vuoi, ma in picchiata negativa dopo la liason con i Percassi, un tira e molla che gli ha fatto perdere immagine e parte dei consensi umani che aveva raccolto finora a Bergamo.

A Bergamo hanno perso tutti in questa, a dir poco strana, vicenda del nuovo allenatore. A testa alta il solo Campedelli: per una volta anche nel mondo del calcio i contratti non sono carta straccia.

Gasperini arriva a Bergamo per aprire un nuovo ciclo. Finora ha fatto bene solo a Genova e con Preziosi. Non è poco, in tutti i sensi. D’altronde anche Colantuono ci ha insegnato che spesso un allenatore riesce a fare risultati solo in un certo ambiente. Potrebbe non bastare pure per Gasperini. Di certo una sfida con l’ambiente con cui verrà a confrontarsi.

Due i punti interrogativi: le scelte di mercato da condividere con Sartori e i rapporti con la curva che a Genova non furono proprio sereni. Tutti fattori che la proprietà ha di sicuro ben valutato. Pur in un contesto dove non rimanevano molte altre scelte.

Gasperini ha un carattere tosto, intransigente nell’applicazione del modulo a lui caro: il 3-4-3 o il modificato 3-5-2, il che comporterà delle scelte di mercato non semplici. A cominciare dai tre attori della difesa. Gasperini vuole che l’azione parta proprio da dietro e in rosa elementi con queste caratteristiche non se ne vedono. Salvo adattare proprio Toloi e Masiello, ma intervenendo subito sul mercato. Questo per permettere al nuovo tecnico di partire per il ritiro estivo con elementi a cui trasmettere il nuovo disegno tattico.

Gasperini sfrutta le corsie esterne fino allo sfinimento dei singoli interpreti. Lo faceva anche Delneri. Ma dove sono, numericamente, gli esterni nella corposa rosa atalantina?

Non meno dubbi per il ruolo della prima punta: Pinilla lasciò Genova proprio per l’incompatibilità tattica con il credo dell’allenatore. Visto che quest’ultimo predilige un attaccante che faccia salire la squadra, ritorna in gioco Borriello. L’usato sicuro, con il quale non costruisci il futuro, oggi ancor più nelle scelte di Sartori che non potrà più continuare a nascondersi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.