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Elezioni, 5 Stelle soddisfatti: “In consiglio in tutti e quattro i paesi”

Emanuele Calvi, referente di zona del Movimento 5 Stelle, commenta i risultati nella Bassa Bergamasca: “I risultati rispettano le previsioni fatte a settembre: saremo collaborativi con tutte le amministrazioni”.

Il loro debutto nella Bassa Bergamasca era attesissimo: il Movimento 5 Stelle aveva piazzato quattro soli candidati in questa tornata elettorale ma tutti concentrati nella stessa zona, vicinissimi uno all’altro.

Il referente di zona, nonché candidato in prima persona a Treviglio, Emanuele Calvi era già stato designato a settembre dello scorso anno e non aveva nascosto il cambio di strategia del movimento, presentandosi come forza politica alternativa e propositiva, accantonando la dimensione del “voto di protesta”.

Uno spirito che a distanza di nove mesi è rimasto invariato perchè, all’indomani del voto, il primo pensiero di Calvi è quello che porta alla collaborazione con i sindaci già designati e quelli che usciranno dai ballottaggi del prossimo 19 giugno: “Saremo molto aperti e proveremo a riproporre le nostre idea, rendendoci disponibili a sederci attorno a un tavolo con chiunque”.

E lo potranno fare da una posizione privilegiata, dall’interno dei rispettivi consigli comunali: Luigi Pace, con 413 voti, l’8,82% delle preferenze e un seggio guadagnato entra a Urgnano, Lara Lanzeni, con 427 voti, il 13,39% e un seggio a Verdellino.

Ma Calvi mostra ottimismo anche per Treviglio, dove lui stesso ha ottenuto 1.372 voti e il 9,87% delle preferenze, e Caravaggio, dove Giovanni Agostino Castelli si è fermato a 627 e al 7,52%: “Sono due Comuni molto grandi e con il ballottaggio dinamiche e calcoli diventano complicati – ammette – Però crediamo di poter contare su un consigliere anche in queste due città. Consideriamo molto positivo il risultato di domenica: a settembre quando siamo partiti e poi al netto della campagna elettorale ci aspettavamo un risultato prossimo a quanto ottenuto. A Treviglio, in particolare, avevamo pronosticato una forchetta dal 10 al 15%: essendo esordienti sul territorio direi che siamo stati fortunati. E abbiamo ottenuto il risultato senza cavalcare alcun tema che potesse rappresentare la ‘protesta’ ma semplicemente avanzando le nostre proposte per il territorio, dall’ambiente al lavoro, e continueremo a farlo durante i prossimi cinque anni”.

“Tra i nostri prossimi appuntamenti -conclude Calvi – c’è anche il referendum di ottobre dove ci spenderemo per il no”.

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