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Dal delitto Ruggeri al cinese incaprettato: i nuovi spunti investigativi sui grandi gialli fotogallery

In occasione della festa dell’Arma, il comandante dei carabinieri Biagio Storniolo ha fatto il punto sulle indagini dei principali delitti avvenuti in provincia di Bergamo negli ultimi anni

Dal delitto di Jimmy Ruggeri a Castelli Calepio il 28 settembre 2013, al cinese ritrovato incaprettato in un bosco di Albano Sant’Alessandro il 22 aprile scorso. In occasione della festa dell’Arma che si è svolta al comando di via Delle Valli, in cui è stato presentato il bilancio annuale (LEGGI QUI), il comandante Biagio Storniolo e il tenente colonnello Domenico Baldassarre hanno fatto il punto anche sulle indagini dei principali delitti avvenuti in provincia di Bergamo negli ultimi anni.

A partire da quello di Gian Mario (detto Jimmy) Ruggeri, 44 anni, fratello dell’ex presidente dell’Atalanta, ucciso sul piazzale della palestra Castel Gym di Castelli Calepio con quattro colpi di pistola da due uomini in moto (LEGGI QUI). Un omicidio che ha scosso la Bergamasca, per il quale sono state avanzate diverse piste investigative, ma che a distanza di quasi tre anni non ha ancora visto l’individuazione dei responsabili: “Evidentemente le strade seguite finora non sono quelle giuste, o forse non sono state percorse nel modo corretto – le parole del comandante Storniolo – . Siamo in contatto costante con il pubblico ministero Carmen Pugliese, e stiamo cercando di rivedere e approfondire quanto fatto finora. Dobbiamo assolutamente trovare i colpevoli. Lo dobbiamo ai familiari della vittima e a tutta la comunità bergamasca”.

Arrivando a casi più recenti, uno che ha provocato particolare scalpore è quello di Zhinju Hu, 23enne di origine cinese, che gestiva la sala slot “Las Vegas” di Albano Sant’Alessandro, ucciso con due colpi di pistola di grosso calibro e ritrovato incaprettato in un bosco lo scorso 22 aprile (LEGGI QUI): “A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, escluderei la pista della mafia cinese – precisa Storniolo – . Conosco il loro modo di agire e direi che non si può collocare in questo caso. Sarebbe stata un’esecuzione più precisa e senza sbavature. O comunque avrebbero lanciato un segnale, ad esempio con dei colpi in bocca. Potrebbe esserci dietro un regolamento di conti tra connazionali, magari legato a interessi sulla sala giochi che gestiva. Siamo fiduciosi di poter arrivare alla soluzione”.

Due casi che sono già stati risolti, almeno in parte, sono quelli di Vasyl Nykolyuk, ucraino ritrovato carbonizzato nella sua auto lo scorso 12 ottobre nella campagna di Albino (LEGGI QUI), e quello di Arben Vorfi, albanese ucciso con tre colpi di pistola nella sua casa di Treviglio lo scorso 19 novembre (LEGGI QUI): “Per Nykolyuk, dopo la cattura di un suo connazionale un paio di settimane fa, ritenuto responsabile del delitto, stiamo lavorando per individuare anche un complice e siamo sulla buona strada. Stesso discorso per il caso Vorfi, dove dopo l’individuazione dell’arma, siamo vicini anche alla cattura degli esecutori del delitto”.

Infine due sparizioni avvenute negli ultimi mesi nella zona del lago d’Iseo. Quella di Franco Fiorini, 45enne di Sarnico scomparso lo scorso 12 febbraio (LEGGI QUI) e quella di Fabrizio Garatti, 44enne residente a Pisogne (Brescia) ma originario di Costa Volpino, sparito lo scorso 27 maggio (LEGGI QUI): “Per il primo la pista privilegiata sembra essere quella dell’allontanamento volontario, anche se non capiamo le motivazioni essendo un soggetto a noi sconosciuto prima di questo caso. Per Garatti la situazione invece è più complicata, considerando anche i precedenti del soggetto. Qui stiamo valutando ancora tutte le piste, per ora non ne abbiamo una privilegiata”.

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