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Forza Italia data per spacciata, ma spesso decisiva per vincere

I risultati degli Azzurri sono passati sotto traccia ma il ruolo di Forza Italia nelle coalizioni di centrodestra in questa tornata elettorale è stato tutt'altro che marginale.

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E’ innegabile che in terra bergamasca la Lega Nord abbia fatto un bel bottino di sindaci: l’abbiamo scritto a caldo nella notte tra domenica e lunedì, lo ribadiamo qualche ora dopo. Il Carroccio si prende e si riprende una sfilza di Comuni, molti, strappandoli al centrosinistra e al Pd che si lecca le ferite con la conquista di Cologno al Serio a opera di Chiara Drago e il trionfo di Mauro Bonomelli a Costa Volpino.

Ma se è vero come è vero che in Valseriana come nella Bassa a farla da padroni sono i candidati lumbard, non si può negare che l’alleanza con Forza Italia ha dato il “quid” in più e per aiutare i candidati a conquistare scranni e ballottaggi.

Già perché se alcuni candidati erano leghisti doc, su tutti tra i già eletti Zirafa a Ponte San Pietro, Bandera ad Almè, Bertocchi ad Alzano Lombardo, Jacobelli a Palazzago e Locatelli a Chiuduno, senza dimenticare il pezzo da 90 Pirovano a Caravaggio e Imeri a Treviglio, spesso sono state le coalizioni di centrodestra unite a sostenerli. Insomma Salvini, che non ha certo fatto il botto a Milano o a Roma, viaggia meglio nella provincia di Bergamo, ma è lontano dagli allori dei tempi che furono.

Lo dimostrano i numeri che a una prima lettura superficiale non rivelano il ruolo dei berluscones, certo in difficoltà, ma tutt’altro che secondari per far vincere il centrodestra.

Forza Italia ha infatti piazzato o confermato alcuni sindaci eletti nei Comuni orobici: Ferla a Calvenzano, Migliorati a Castione, Calegari a Gorno, Riva a Gromo, Fontana a Medolago ed Epizoi a Urgnano. E ha ottenuto il 14% a Treviglio con Pignatelli, dove peraltro si è consumata una spaccatura sul nome di Beppe Pezzoni, e il 22% a Caravaggio con Baruffi: niente ballottaggio per i due azzurri in pista, ma un ruolo probabilmente determinante il 19 giugno per far vincere o perdere il candidato leghista, che si chiami Imeri o Pirovano.

Insomma, a dispetto di molti e per la gioia di altri, non è ancora l’ora dell’estrema unzione azzurra, nemmeno in Bergamasca.

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