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Dai capolavori col Genoa ai fallimenti con Inter e Palermo: chi è Gian Piero Gasperini

Col Crotone una promozione in B, col Genoa una Champions sfiorata e tanti campioni lanciati o riportati verso il calcio che conta, poi i fallimenti con Inter e Palermo: ecco la scheda del nuovo allenatore dell'Atalanta

Il 3-4-3, il gioco spumeggiante, l’abitudine di lanciare (o rilanciare) i giocatori nel calcio che conta. Ma anche un carattere spigoloso, non sempre facile da gestire. Questo è Gian Piero Gasperini, il futuro tecnico dell’Atalanta.

Certamente un colpo da novanta per una società come quella bergamasca che non ha grosse ambizioni d’alta classifica: Gasperini, infatti, da qualche anno a questa parte è considerato uno dei tecnici italiani più affidabili.

Cresciuto come tecnico nelle giovanili della Juventus, è al Genoa che il mister piemontese ha scritto la storia, soprattutto tra il 2006 e il 2010, quando fu capace di trascinare il Grifone nella massima serie (nell’anno della Juventus in B) e di portarlo stabilmente tra le grandi del calcio: nella stagione 2008-’09 il suo Genoa chiude al quarto posto al pari della Fiorentina, ma non centra la qualificazione in Champions League solo per gli scontri diretti.

Gian Piero Gasperini

Il popolo rossoblù lo ama anche e soprattutto per essere stato il primo (e finora unico) allenatore ad essere riuscito a vincere tre derby della Lanterna consecutivi, tra il 2008 e il 2009.

Dopo una breve e sfortunatissima parentesi all’Inter (quattro sconfitte e un pareggio tra campionato, Supercoppa Italiana e Champions League), il suo anno più nero Gapserini l’ha vissuto a Palermo, nella stagione dell’ultima retrocessione dei rosanero, quella del 2012-’13.

Tornato a Genova il 29 settembre 2013 al posto dell’esonerato Fabio Liverani, il Gasp ritrova la sua forma migliore. E i risultati non si fanno attendere: il Grifone, preso quart’ultimo, dopo appena otto partite raggiunge il settimo posto, per poi chiudere 13esimo con l’Udinese.

Gian Piero Gasperini

L’anno dopo Gapserini fa ancora meglio, e a maggio finisce la stagione con una sesta piazza che significherebbe Europa League, poi negata a causa della mancata concessione della licenza Uefa al club.

Nell’ultima stagione il Grifone si è diviso tra un cammino drammatico, quello nel girone d’andata, e una cavalcata trionfale, quella del ritorno. Alla fine Preziosi ha scelto di cambiare, di puntare su quell’Ivan Juric che proprio a fianco di Gasperini si è affermato come calciatore (del Genoa) ed è cresciuto come allenatore.

Milito Mota

Sulla panchina del Genoa il tecnico piemontese ha avuto tra le amni dei talenti pure, ai quali ha fatto esprimere il meglio: da Thiago Motta, rilanciato dopo i tanti infortuni di Barcellona, a Diego Milito, reso grande e lanciato poi verso l’Inter del triplete, da Diego Perotti a Rodrigo Palacio, da Rafinha a Miguel Veloso, da Domenico Criscito a Stefano Sturaro.

A Bergamo Gasperini avrà la possibilità – mercato permettendo – di lavorare con elementi validissimi, pronti per il grande salto come il Papu Gomez, Marten de Roon, Andrea Conti, Marco Sportiello, Carlos Carmona, Remo Freuler.

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