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Tecnochem, storia di un’azienda in difficoltà fallita per i mancati pagamenti di Expo

L'azienda di Barzana fallita ad aprile dopo il mancato pagamento di un consorzio interno a Expo per il quale ha realizzato 300 metri della galleria di Cascina Merlata.

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Una commessa importante, da 2 milioni di euro, che poteva risollevare le sorti di un’azienda in difficoltà e che, invece, si è trasformata nell’ultima mazzata, quella definitiva: così è fallita la Tecnochem di Barzana, azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie e componenti per l’edilizia, che ha aspettato invano i pagamenti di un consorzio all’interno dell’area di Expo.

La vicenda, ricostruita da fanpage.it, risale al mese di aprile quando l’azienda ha dichiarato fallimento, seguita dal curatore Claudio Maroncelli: non un fulmine a ciel sereno, come detto, ma l’opportunità dell’esposizione universale ha rappresentato tutt’altro che una boccata d’ossigeno in un momento di difficoltà.

Tecnochem aveva stipulato un contratto con un consorzio all’interno di Expo, realizzando i primi 300 metri della galleria di Cascina Merlata con materiali e manodopera propri: “Expo avrebbe dovuto pagarci a maggio – ha spiegato a Fanpage.it l’ex titolare Maria Luisa Rosignoli – Poi i pagamenti sono slittati e abbiamo capito che qualcosa non andava. Di questi 2 milioni di euro di credito che noi pensavamo di ricevere in quell’anno non abbiamo visto nulla e il mancato introito di una cifra del genere nella nostra azienda ha scombussolato tutto. Se ci avessero pagato i 2 milioni di euro non saremmo stati costretti a chiudere. Circa 65 persone, più gli agenti, che perdono il lavoro è un dramma per la società”.

Il mancato pagamento è stato una violenta spinta verso il baratro per l’azienda che già da qualche mese conviveva con una situazione poco rosea: il 17 settembre e il 6 ottobre 2015 i dipendenti avevano incrociato le braccia per tutta la giornata lavorativa per chiedere che venissero saldati gli stipendi in ritardo, in particolare quello del mese di agosto.

Difficoltà economiche che avevano portato all’utilizzo di una cassa ordinaria: la commessa che avrebbe dovuto essere il punto di partenza verso una risalita è stata invece la condanna definitiva.

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