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Le trasgressioni dei bergamaschi abbienti rivelate dalle escort

Il quindicinale Araberara, in edicola da venerdì 3 giugno, propone un’inchiesta dedicata al mondo delle escort in Bergamo e provincia

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“Dimenticatevi la prostituzione delle povere ragazze sulle strade, quelle da 10 euro a botta. Questo è un altro giro e i clienti sono altri: tutti professionisti e con la famiglia ignara a casa”.

Il quindicinale Araberara, in edicola da venerdì, propone un’inchiesta di Aristea Canini dedicata al mondo delle escort in Bergamo e nella provincia. Escort da 300 euro alla volta: in appartamento o a domicilio, lavorano in città e poi da Torre Boldone a Clusone, passando per Lovere, Casazza…

Tra i professionisti del sesso che svelano alcuni segreti c’è Gaia, brasiliana di 40 anni: “I clienti sono gente spesso sposata, insoddisfatta e che vuole sempre di più. Gente che va dai 19 ai 70 anni. Tanti sono imprenditori, ma anche coppie e persino preti. Tutta clientela distinta. Cosa mi chiedono? Di tutto. Dai bondage (pratiche sessuali e/o voyeuristiche basate su costrizioni fisiche, ndr) alle docce dorate alla cioccolata calda (si fanno fare pipì e cacca addosso).

Gaia è contraria alla legalizzazione della prostituzione: “Ho lavorato in Svizzera dove è legale e sai che succede? Viene meno gente. Se manca il segreto crolla tutto e c’è meno trasgressione”.

Poi c’è Franco, gigolò bergamasco di 35 anni: “Ho comiciato come massaggiatore, poi ho deciso di offrire un servizio più ampio. Lavoro con donne sposate, fidanzate ma anche single. Costo? Dipende da cosa vogliono, indicativamente sui 50 euro all’ora. Richieste particolari? Bondage e feticismi vari”.

Infine Suzy, transessuale 42enne che abita in centro a Bergamo: “E’ una città di plastica, dove tutti sembrano brave persone e poi pretendono cose indicibili. Vengono da me solo per sfogarsi, mi fanno di tutto e mi trattano pure male. Anzi, si eccitano a trattarmi male”.

Costo? “100 euro all’ora. Vado ovunque mi chiamano. Da coppie e uomini, spesso sposati. I clienti sono imprenditori e gente che lavora in banca. Gente che paga bene e che vuole fare quello che a casa non può fare”.

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