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Maria: il 2 giugno ’46 quel re in fuga mi fece scegliere la Repubblica foto

Bergamonews ha ascoltato la testimonianza di due signore che quel 2 giugno 1946 andarono a votare per la prima volta: Aida scelse la monarchia, Maria la repubblica.

Bergamonews ha ascoltato la testimonianza di due signore che quel 2 giugno 1946 andarono a votare per la prima volta: Aida scelse la monarchia (leggi), Maria la repubblica.

Sono passati 70 anni da quel pomeriggio del 1946, quando Maria Belotti, classe ’22, varcò per la prima volta i cancelli delle scuole di Tagliuno per andare a votare. Oggi come allora il ricordo è limpido nella sua mente, ma soprattutto nel suo cuore.

Quella data segnò un cambiamento nella sua vita, ma non solo per lei. Il ruolo della donna all’interno della società cambiò finalmente rotta. Era la prima volta che le donne in Italia potevano votare. “Un voto importante, – come ricorda Maria – , perché si doveva decidere tra la Repubblica e la Monarchia. Tutte noi sapevamo che era una data importante; ai comizi lo dicevano. E infatti tante donne andarono quel giorno in piazza, per la prima volta con una tessera elettorale”.

Quel giorno, insieme a lei, c’erano la nonna e la sorella. Lei, rimasta orfana di madre, insieme a ben 11 fratelli, nutriva in quel voto tutta la fiducia per un futuro migliore. Ricorda ad occhi aperti, ora comodamente seduta sul divano: “Il boato delle bombe durante la guerra, quelle che puntavano sul ponte dell’Oglio… non potrò mai dimenticarlo. Aspettavo il mio primo figlio, Emilio, e la paura era tanta. Paura per lui e per noi, perché durante la guerra nessuno poteva sentirsi al sicuro. Quelle scene, quelle urla sono state il motivo per le quali feci una scelta. Una scelta libera, solo mia, perché mio padre, sebbene filo-monarchico, non influenzò né me né i miei fratelli. Ci lasciò liberi di scegliere. Era uomo giusto”.

L’agitatazione nel tenere in mano quella matita, che doveva disegnare una croce sul foglio, è qualcosa che non si può scordare “neanche alla mia età – dice la 94enne Maria – Era la nostra possibilità perché tutto l’orrore vissuto non tornasse. Era l’unico modo per garantire ai nostri figli un futuro più sicuro”.
Il tradimento del re fu il motivo che la fece scegliere senza esitazione “di porre quella croce a favore della Repubblica. La sua fuga non meritava altro. Aveva lasciato la sua gente sola, in balia di tutto e tutti. Era un uomo debole, e la sua debolezza pesò sulla vita di tutti noi”.

E da quel 2 giugno di settant’anni orsono Maria Belotti non ha mai mancato di adempiere il proprio dovere di cittadina: “Da quella conquista, che per tanti oggi sembra scontata, non ho perso un’elezione. Votare significa scegliere. Votare è un atto di responsabilità verso noi stessi. In tutti questi anni ho visto tante brutte cose, tante scelte che hanno rovinato la nostra repubblica, ma ogni volta che ho la tessera elettorale in mano, sento che qualcosa può cambiare, anche attraverso di me”.

Dall’alto dei suoi 94 anni, un desiderio lo esprime ancora: “Speriamo che le cose cambino, perché non andiamo tanto bene, – dice sorridendo – perché in tutti questi anni ne ho viste di tutti i colori. Siamo partiti con tre partiti, e siamo finiti con… adio, lagom perd“.

Ma qualche amarezza non le impedisce di concludere la conversazione con un’esclamazione sincera: “Viva l’Italia”.

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