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Avvocato Scopazzo morto in scooter: automobilista indagato per omicidio stradale foto

Il pubblico ministero Antonio Pansa deciderà oggi se disporre l'autopsia sul cadavere del 57enne

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E’ indagato per omicidio stradale l’automobilista coinvolto nell’incidente che mercoledì 1 giugno è costato la vista all’avvocato 57enne Antonino Scopazzo (per tutti Nino) in via Zanica a Bergamo. Si tratta di un 51enne di Valbrembo.

Il pubblico ministero Antonio Pansa deciderà oggi se disporre l’autopsia sul cadavere del 57enne, anche se non ci sono molti dubbi sulla dinamica del sinistro. Secondo quanto ricostruito dagli agenti intervenuti sul posto, il legale era appena uscito dalla palestra e a bordo del proprio scooter stava percorrendo la provinciale Cremasca, quando per cause ancora da chiarire sarebbe stato travolto da una Bmw 218 guidata dal 51enne che si stava immettendo sulla carreggiata dal centro Galassia.

Un impatto violento, con Scopazzo che è finito rovinosamente a terra. Inutile l’intervento dei medici del 118 e il trasporto all’ospedale Papa Giovanni, dove il 57enne è morto poco dopo.

Il sostituto procuratore Pansa ha iscritto nel registro degli indagati il guidatore dell’auto, con l’accusa di omicidio stradale. Sottoposto alle analisi del caso, l’automobilista non è risultato comunque alterato fisicamente. Sarebbe quindi stata una fatale distrazione a provocare la tragedia.

Nino Scopazzo

Scopazzo, noto avvocato penalista cittadino (il suo studio era in via Masone) come lo era stato il padre, era sposato con una collega, Piera Pedersoli, dalla quale aveva avuto due figlie, Francesca e Alessia, entrambe poco più che ventenni. Un paio d’anni fa, tra l’altro, aveva perso un cugino sempre in un incidente in scooter.

Oltre ai familiari lascia nel dolore numerosi colleghi. Primo fra tutti Ermanno Baldassarre, presidente degli avvocati bergamaschi e dell’Unione Lombarda Ordini Forensi, che ricorda con grande affetto l’amico e collega Scopazzo: “Siamo della stessa generazione, lui era del ’59 e io del ’62 – le parole di Baldassarre – . Siamo cresciuti insieme si può dire, sia a livello umano che professionale. Oltre che come un amico, lo ricordo come una persona molto legata al proprio lavoro, che ha sempre praticato con grande passione. Penso per esempio a tutti i convegni di studio ai quali ha preso parte con entusiasmo. Non mancava mai”.

“E poi aveva sempre un sorriso simpatico – prosegue Baldassarre – e una parola di conforto per tutti. Ogni volta che lo vedevo mi rassicurava e cercava di spronarmi a proseguire nel mio incarico di presidente degli avvocati. Nutriva una grande stima per il nostro Ordine.  Mancherà a tutti”.

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