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Striscioni “elettorali” in piazza Setti, si infiamma la polemica a Treviglio

Paolo Gatti, amministratore unico di Treviglio Futura, la società partecipata del Comune che dirige i lavori del cantiere, ha annunciato che saranno ripristinati dopo le elezioni

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Torneranno a rivestire le recinzioni posizionate a bordo piazza Setti gli striscioni oggetto di polemica nei confronti dell’ex amministrazione, accusata di aver affisso dei manifesti elettorali in un luogo non consono. I manifesti, che riprendevano alcune delle opere più significative realizzate durante il mandato dell’ex sindaco Giuseppe Pezzoni, verranno dunque ripristinati al termine delle elezioni. Ad annunciarlo Paolo Gatti, l’amministratore unico di Treviglio Futura, la società partecipata del Comune che dirige i lavori del cantiere di piazza Setti, durante una conferenza stampa convocata in loco.

Durante l’incontro, Gatti ha sottolineato come tempi e modalità di affissione siano stati oggetto di valutazione, già in fase di appalto, da parte di un’apposita commissione. Un’amara coincidenza per lo stesso amministratore unico, anch’egli, però, nel mirino degli “arancio” di Erik Molteni che hanno visto, alla base di questo episodio, una sorta di do ut des: “Se il mandante – comunicano sibillini dalla “Lista Arancio” – è l’amministratore unico della Stu che sta costruendo il parcheggio di Piazza Setti, è un evidente ‘Per grazia ricevuta’ (la nomina da parte di Pezzoni)”.

Un’affermazione che, indirettamente, lo stesso Gatti rimanda al mittente, affermando che: “La ditta e i progettisti hanno presentato un pacchetto di migliorie, nelle quali era compreso lo striscione, che la commissione ha valutato nella loro complessità. E non si tratta nemmeno di un costo aggiuntivo in quanto già compreso nel totale dell’opera. Il ruolo di questa recinzione, inoltre, è quello di essere un veicolo di comunicazione, come una sorta di vetrina della città”.

“Questa recinzione – ha proseguito l’amministratore di Treviglio Futura – è stata pensata per durare 18 mesi, eccezion fatta per gli spazi bianchi, a disposizione delle comunicazioni del distretto del commercio. La frase, infelice, non faceva riferimento ad alcunché. Sulla distanza, probabilmente, è sfuggita senza sapere che sarebbe comparsa nel periodo delicato delle elezioni. Al seguito delle segnalazioni ricevute, abbiamo quindi ritenuto opportuno rimuovere spontaneamente i pannelli per dimostrare che la volontà era solo ed esclusivamente quella di mettere in atto una strategia di marketing urbano. Senza nessun intento elettorale”.

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