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Tutela del Made in Italy, Albini: “Così si difendono la nostra creatività e innovazione”

Il presidente del Gruppo Albini commenta i provvedimenti favorevoli del Tribunale di Milano che ha considerato “parassitaria” la concorrenza della Cotton Sellers: “Se non avessimo fatto nulla avremmo fatto il nostro male e quello dei nostri clienti”.

Due provvedimenti a tutela del Made in Italy e dei corposi investimenti fatti nel campo della creatività e dell’innovazione: il Cotonificio Albini esce rafforzato dal pronunciamento del Tribunale di Milano che ha stabilito come la concorrenza dell’azienda bresciana Cotton Sellers fosse da ritenersi sleale e “parassitaria”.

“Siamo ovviamente molto soddisfatti – commenta il presidente del Gruppo e Cavaliere del Lavoro Silvio Albini – In particolare abbiamo apprezzato il metodo adottato dal Tribunale delle imprese di Milano che è stato eccezionalmente veloce, efficace e incisivo su un argomento così delicato. Per noi è un segnale importante: dopo molto tempo la tutela del capitale e degli investimenti è realtà, molto più che in passato”.

Il presidente Albini confessa che da tempo tenevano sotto controllo l’attività della Cotton Sellers, in seguito alle segnalazioni di alcuni fedeli clienti: “In questa stagione, però, c’è stata una copiatura sistematica dei nostri disegni, addirittura 54, riprodotti esattamente senza alcuna modifica. Quando ce ne siamo resi conto la cosa ci ha ovviamente amareggiato: abbiamo pensato che se non avessimo fatto nulla avremmo fatto non solo il nostro male ma anche quello di molti nostri clienti che acquistano e apprezzano i nostri tessuti. Non era giusto che ci fossero dispersioni così clamorose sul mercato”.

Ad essere copiati sono stati soprattutto i disegni della collezione a marchio Cotonificio Albini, “la parte più sofisticata e fantasiosa della nostra produzione – spiega Albini – Le migliori armi a nostra disposizione sono creatività e innovazione: per noi rappresentano un investimento fondamentale e molto pesante e devono essere tutelate”.

“D’ora in poi – conclude Silvio Albini – ci tuteleremo di più, depositando ufficialmente una parte delle nostre collezioni: il Tribunale di Milano ha dato un segnale importante per tutto il settore della moda e del tessile ma in questo modo faciliteremo la nostra stessa tutela”.

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