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Sara, bruciata per strada dall’ex fidanzato: esponete qualcosa di rosso per ricordarla

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Il popolo dei social si muove per ricordare Sara Di Pietrantonio, la ragazza di 22 anni bruciata viva per strada dall’ex fidanzato a Roma.

Attraverso alcune pagine Facebook contro la violenza sulle donne, è partito un appello: “Con l’ennesimo orribile delitto che si è consumato ai danni della 22enne Sara Di Pietrantonio io e altre donne, in numero crescente, abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni martellanti volte ad estirpare la cultura del femmincidio ormai diventato ennesimo motivo di imbarazzo del nostro Paese.

Stiamo organizzando una prima protesta molto semplice: il 2 giugno, 70esima ricorrenza del voto alle donne italiane, esponete alle vostre finestre un abito, un lenzuolo, una bandiera, qualsiasi cosa di colore rosso. Simboleggia il sangue versato dalle donne uccise dai loro uomini, o ex uomini, o corteggiatori rifiutati.

Sarà solo il primo passo. Partecipate e non abbiate paura di passare per delle rompiscatole, come cercherà di farvi credere un certo tipo di persone (uomini e donne) da tenere alla larga perché non vogliono il vostro bene.”

La ricostruzione fatta dagli inquirenti sul delitto della Magliana è agghiacciante: “Sara stava scappando, è stata inseguita, bloccata di forza e bruciata con l’alcol”. E ancora più agghiacciante è quello che accaduto prima della tragedia. La ragazza, cosparsa di alcol, ha provato invano a chiedere aiuto, ma nessuno si è fermato. “Alcune persone sono passate in auto mentre Sara chiedeva aiuto – racconta il sostituto procuratore aggiunto Maria Monteleone nel corso di una conferenza stampa in Questura – ma non si sono fermate. Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva”.

Paduano ha ammesso l’omicidio dopo un interrogatorio durato ore. Secondo quanto emerso, l’ultima serata di Sara era cominciata con una visita di Vincenzo a casa sua. Una visita durante la quale, stando a quanto riferito dai familiari della ragazza, non ci sarebbe stata nessuna discussione accesa. Sara è quindi uscita con un’amica per andare in un pub. Quindi si è vista con il suo nuovo ragazzo, un ex compagno di scuola che frequentava da poco.

Paduano, che faceva la guardia giurata in una portineria poco distante dal luogo del delitto, si è allontanato dal lavoro e si è appostato con l’auto sotto casa del nuovo compagno della ragazza. Una volta che Sara l’ha accompagnato a casa, ha atteso che il giovane rincasasse, e quindi ha inseguito la ragazza, l’ha avvicinata e l’ha costretta a fermarsi. A quel punto è entrato nell’auto di Sara dove ci sarebbe stata un’animata discussione.

Al culmine il gesto estremo: Vincenzo ha cosparso la macchina e la vittima con l’alcol, Sara è scesa per cercare aiuto ma nessuno si è fermato, il giovane ha dato alle fiamme la vettura, quindi ha rincorso l’ex fidanzata, l’ha raggiunta, bloccata e bruciata con un accendino. Subito dopo è scappato ed è tornato al lavoro.

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