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Non si gioca senza musica: Joe Cagliostro, la colonna sonora del King of The Pilo

Dj, rapper e giocatore del King of The Pilo: Giorgio Callioni, in arte Joe Cagliostro, è presenza fissa e imprescindibile al torneo di street basket di via Rosolino Pilo.

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Dj, rapper, giocatore: Giorgio Callioni, in arte Joe Cagliostro, è presenza fissa al King of The Pilo. E’ il Dj resident del torneo che si svolge a ritmo della sua musica.

di Alberto Savi 

Ciao Joe. Cominciamo con una domanda facile facile: Magic Johnson o Wu-Tang Clan? 

Magic Johnson,ovvio,ho iniziato a seguirlo da piccolissimo grazie al fratello di un mio amico che mi passava le videocassette delle partite,il suo basket mi ipnotizzava,è diventato subito il mio idolo e i suoi Lakers di conseguenza la mia squadra del cuore…il Wu-Tang Clan è arrivato nell’adolescenza, con le prime cassette rap, che dire, li ho scoperti nel ’96, a 14 anni insieme ad altri gruppi e rapper,ma loro mi gasavano un sacco e da li non li ho più mollati.

Per chi non ti conoscesse sei un’istituzione per il Pilo, per lo streetbasket a Bergamo e per gli amanti di tutto quello che è hip hop in città. A New York hai un fratello, Bobbito Garcia aka “Dj Cucumberslice”, assiduo frequentatore di campetti e insieme produttore discografico e dj che racconta nei suoi pezzi e sui social le storie infinite che nascono sull’asfalto dei vari Rucker park ecc. Musica e basket hanno diversi punti di contatto. Per te stiamo parlando di una cosa sola giusto?

(Ride ndr) Non mi sento un’istituzione…mettila così,in un pezzo del mio prossimo disco in una rima dico “pallacanestro e rap,stesso cuore,spinto a cento”, ecco,io sono così…Il basket è lo sport più bello del mondo e la musica rap è la sua colonna sonora per eccellenza,io sono stato fortunato ad avere avuto attorno tanti amici presi bene sia per uno che per l’altro,avevo due super compagnie…grazie per il paragone con Bobbito, ma lui è un mostro sacro,chissà quante ne ha viste nei playgruond di NY, io nel mio piccolo cerco di raccontare con i miei pezzi il vissuto dei nostri di campetti, dal mitico Lazzaretto al Pilo di oggi.

Abbiamo parlato di New York e la riflessione sorge spontanea: crescere in una società come quella italiana, per certi aspetti lontanissima da quella delle metropoli americane, immagino abbia presentato degli ostacoli alla tua passione, soprattutto da piccolo. Della serie:”..ma cos’è il basket?!? Perché non guardi il calcio e l’Atalanta?!..”. Ma la tua passione per questa filosofia di vita ti sembra cucita addosso. Come è nata?

In Italia è tutto calcio,dai quotidiani alle trasmissioni in tv,per fortuna ora il movimento del basket si sta allargando, da ragazzino mi ritrovavo da solo in oratorio a tirare a canestro mentre gli altri giocavano a calcio, sai cosa?!? Cuffie, rap a manetta, pallone in mano e via verso il campetto a trovare quel gruppo di matti con la mia stessa passione….diciamo che ho sposato due elementi che insieme sono una bomba!!!

Nei mesi scorsi abbiamo assistito a un momento speciale per la storia del basket, il ritiro di Kobe Bryant, con un susseguirsi di post, ricordi, video, foto, messaggi a ringraziare un’ icona degli ultimi vent’ anni di questo bellissimo sport. Ti facciamo sognare un po’: sei il dj a una festa organizzata da Kobe per il suo ritiro e devi scegliere una canzone per ringraziarlo anche tu, a modo tuo, con la musica. Che canzone sceglieresti?

Questa è facile, c’è una canzone che racconta la storia di un ragazzino, lui ha un idolo e il suo unico obbiettivo è quello di diventare proprio come lui, nel basket e nella vita…il ragazzino cresce e passa le giornate ad allenarsi convinto di riuscire, un giorno, a raggiungere il suo mito! Lui non molla e nonostante quel suo idolo si sia ritirato lui continua ad allenarsi, poi chi lo sa se ce l’ha fatta,secondo me si….Kobe Briant ha giocato nella stessa franchigia del suo idolo, ed è un po’ la sua storia se ci pensi bene…insomma,la canzone si chiama “32” e l’ha scritta un certo Joe Cagliostro…..

joe cagliostro

King of the Pilo porta sempre più amanti di questo sport al campetto di Via Pilo. La nostra mission è di aumentare sempre più il seguito attorno a questo movimento e a questo covo di appassionati. Come è cambiata la reputazione del campetto dopo la prima edizione del King?

Il KING OF THE PILO ha portato aria fresca per il campetto e per lo streetball bergamasco in genere,è ufficialmente il playground di Bergamo! Ormai sento un sacco di gente che ci vuole venire anche solo per fare un giro, tanti sono un po’ intimoriti perché pensano ci siano solo professionisti ma non è così, fatevi un giro al Pilo e non resterete delusi, anzi.

Come in ogni campetto che si rispetti anche attorno al Pilo si sono create nel corso degli anni leggende riguardo ai suoi giocatori più o meno abituali. Nella tradizione dello streetbasket americano, un campetto assume sempre più valore se ospita o è stato almeno una volta calcato da giocatori dall’ aura quasi mistica. In questo senso, chi è stato secondo te il GOAT (greatest of all times ndr) che è passato da queste parti nel corso di questi anni?

Beh, io….Scherzi a parte, al Pilo è facile vedere ragazzi con doti tecniche e fisiche pazzesche, non faccio nomi,non so chi è il migliore al Pilo, mi ha colpito un ragazzo che ha partecipato alle scorse edizioni,giocava forse in serie B, non so il nome ma appena ha messo il piede in campo ha dominato…aiutami tu che hai buona memoria…Detto ciò, per essere il GOAT, devi anche saper gestire il trash talking da fuori campo,e li entra di prepotenza il vecchio Joe,chi viene al Pilo lo sa,se non sto giocando sto li, sul bordo del campo con una coronita in mano e stuzzico i players…u know me!!! P.s al Lazzaretto secondo me il migliore si chiamava Piero….chi c’era sa di chi sto parlando!

Per tanti lo streetbasket si basa sugli stessi principi del basket, ma non è così: nel tuo pezzo KING OF THE PILO Anthem parli di tecnica, sudore e cuore; quali sono i valori più apprezzati e più decisivi sulla’ asfalto del Pilo?

Al Pilo devi portare sempre la grinta, devi portare il cuore, porta anche una buona dose di magliette di ricambio perché ti facciamo sudare ogni possesso ma sopratutto portati il sorriso, perché li siamo tutti amici e finite le partite, tutti sul prato a bere una birra e fare due chiacchiere…

Un contest di King of the Pilo a cui sei particolarmente affezionato è King of the Stilo. Gli anni scorsi hai messo seriamente in difficoltà la giuria che aggiudicava il premio con delle jersey old school di Magic Johnson e “The Doctor” Julius Erving, ma sappiamo che per te le divise  introvabili sono quasi oggetto di culto. Raccontaci la tua idea di stile sul campo..

Non pensare che quest’anno mi presento in maglia bianca…vi metterò ancora più in difficoltà degli scorsi anni!!! Beh, se entri in campo con l’idea di non uscire più, allora non ti serve nemmeno la maglietta, se vieni al KOTP allora la storia cambia…Short XXL e una canotta da fare invidia,che ne so….Anthony Mason(RIP)?????

La tua presenza nei playground cittadini va oltre il Pilo. Quando si parla di questo torneo e del collettivo di amici che qui si trovano, non si può non parlare delle sue origini e quindi del Lazzaretto. Tu hai vissuto entrambe le realtà: generazioni diverse, stesso spirito, modi di giocare differenti..quali sono per te i punti di contatto e le diversità più evidenti? 

Il Lazzaretto è stata casa mia per molti anni,ora lo è anche il Pilo,di base quello che li unisce è la palla a spicchi…al Lazzaretto il campo te lo dovevi meritare e spesso se perdevi non lo rivedevi più per tutto il pomeriggio,ora i tempi sono cambiati e il campo al Pilo non si nega a nessuno…per il resto tutto uguale…anche se i gesti di nonnismo del Lazzaretto non si vedono più: al Lazza se volevi un ghiacciolo ti toccava prendere il motorino e andare al market e, se eri il più giovane, dovevi prendere una scatola per tutti,o l’anguria..

Un’ ultima domanda Joe: negli scorsi anni ci hai regalato delle chicche musicali. Abbiamo ancora nelle orecchie l’ormai proverbiale “Uomo, you are the King!” del pezzo che hai realizzato per il torneo l’ anno scorso. Hai in serbo qualcosa per stupirci anche quest anno?

Iniziate a scaricare “32”,è free sul mio profilo Soundcloud e precede il nuovo disco,”Storytellig” in uscita a breve,speriamo entro l’estate!! Trovate anche KING OF THE PILO ANTHEM dell’anno scorso….Posso dire che sto lavorando insieme a Retraz,il produttore del KOTPAnthem, proprio in questi giorni…il KOTP chiama, Joe Cagliostro risponde, stay tuned che la sorpresina ve la faccio, e non sarò da solo…..Peace

joe cagliostro

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