BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Tu per Ponte, Facheris: “Rilanciamo i luoghi di aggregazione e torniamo comunità”

L'imprenditore e consulente di impresa Michele Facheris presenta lista e punti principali del proprio programma elettorale: rilancio del centro la priorità, il sogno è un nuovo complesso scolastico.

Quarantotto anni, residente nel Centro di Ponte San Pietro, laureato in Economia e Commercio, consulente di Finanza d’impresa e imprenditore, Michele Facheris è il candidato sindaco di Tu per Ponte alle prossime elezioni amministrative del 5 giugno. Ad accompagnarlo c’è la sua frase cult di John Fitzgerald Kennedy: “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”.

Facheris, per lei è la prima esperienza politica: cosa l’ha convinta a mettersi in gioco e come definirebbe la sua squadra?

Prima esperienza sì, ma seconda candidatura nella lista Ponte per cittadini Protagonisti. Ho sempre lavorato per sostenere i consiglieri di minoranza e fare un’opposizione valida nell’interesse dei cittadini. Alle mie spalle ho una squadra molto preparata, non improvvisata e rinnovata. Si tratta della punta di diamante di un movimento più ampio che è cresciuto molto e che oggi rappresenta l’unica alternativa per il cambiamento: 6 donne e 11 uomini, con l’età media più bassa rispetto alle altre liste. Si caratterizzano per professionalità e competenze diverse, ma sono tutti espressione autentica delle loro comunità di origine: Briolo, Locate, Ponte e Villaggio.

Se dovesse sceglierne una sola, quale sarebbe la priorità assoluta del suo programma per il prossimo quinquennio?

In cima alle lista delle cose da fare, che sono davvero tante, c’è il recupero dei luoghi di aggregazione dove si esprime lo spirito di una comunità. Oggi, tutti parlano di comunità, spesso a sproposito, confondendo l’identità con l’appartenenza, la politica con la provocazione, la dignità con l’arroganza, il dialogo con la debolezza. Riscoprire ciò che ci tiene insieme permette di riconoscerci parte della stessa storia e anche dello stesso destino.

Se non ci fossero i vincoli del patto di stabilità c’è qualcosa che le piacerebbe realizzare a Ponte?

Investirei in un nuovo complesso scolastico. La scuola è il centro e la cartina di tornasole della vita democratica di un paese. Leggere, scrivere, far di conto, ma anche padroneggiare i nuovi linguaggi informatici: sono queste le basi della buona scuola, come centro di competenza, che deve combattere tutti gli analfabetismi, anche quelli digitali. La scuola ha il dovere di formare cittadini maturi e consapevoli, non sudditi o consumatori.

Sicurezza: cosa si può fare di più per far sentire sicuri i cittadini?

Non è un problema di percezione, ma di reale emergenza. La legalità è come una catena che tiene insieme economia, sviluppo e territorio. Una comunità̀ è sicura non solo perché contrasta con misure efficaci la criminalità ma soprattutto perché ha gli anticorpi per difendersi e reagire. Un piano per la sicurezza si basa su tre punti fondamentali: la riorganizzazione e il potenziamento del corpo di Polizia Locale, lo sviluppo di un sistema videosorveglianza monitorato H24. La sicurezza è la misura della qualità della vita. Il sindaco non può fare il prefetto, ma l’amministrazione comunale ha comunque grandi responsabilità.

Questione profughi: Ponte San Pietro ha più volte ribadito il proprio no, in caso di future richieste da parte della Prefettura la vostra posizione quale sarebbe?

L’amministrazione ha il dovere di gestire le problematiche. I problemi vanno affrontati, non certo creati. Nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi (e come fa la Lega) non gioverà al Comune. La gestione dei profughi non deve essere un affare privato i cui costi vengono sgravati sulla collettività, ma deve essere governata e vigilata dall’Amministrazione Pubblica. Aderire al protocollo ‪Accoglienza‬ ‪‎Diffusa‬ avrebbe voluto dire ospitare un profugo ogni mille abitanti, cioè nel caso di Ponte massimo 12. Ma nel silenzio consapevole della Lega, il Prefetto accoglie l’offerta del privato e sceglie Locate come destinazione per 100 richiedenti asilo. E la Comunità di ‪‎Locate‬ si porterà a casa un numero di profughi 33 volte superiore a quello che avrebbe dovuto.

Anche se meno pressante, la crisi continua a farsi sentire: cosa può fare l’amministrazione comunale per sostenere i propri cittadini in difficoltà, alla ricerca o senza un lavoro?

Può fare tre cose fondamentali: favorire l’inserimento dei giovani, sostenere la formazione, il ricollocamento e la riqualificazione professionale di chi ha perso il lavoro e aiutare chi ha un’idea imprenditoriale a metterla in pratica attraverso la creazione di un “incubatore d’impresa”, dove concentrare servizi, strumenti innovativi e spazi di co-working.

Che ruolo avranno i giovani nell’eventuale prossima amministrazione?

I giovani sono il ponte che ci permette di restare in contatto con la realtà in continua evoluzione, dove spazi fisici e virtuali, centro e periferia convergono. Di solito, i padri insegnano ai figli. Può succedere il contrario, quando il mondo cambia radicalmente. E dobbiamo essere pronti a imparare la lezione. Insieme ai giovani, abbiamo il compito di progettare formule di sviluppo più sostenibili. Le parole d’ordine sono innovazione e collaborazione. Le idee camminano adagio, qualche volta, sotto mentite spoglie. Il confronto tra “vecchio” e “nuovo” – però – non è solo una questione anagrafica, ma di metodo e contenuti.

Secondo lei cosa ha la vostra lista in più dei concorrenti?

Conoscono le persone della mia squadra uno a uno. Posso dire che sono pieni di ottimismo, con la volontà di cambiare questo paese e soprattutto con le competenze per poterlo fare. La lista non è il risultato di calcoli politici. Ci unisce la stessa idea di amministrazione come problem solving e di politica come servizio.

fotogruppo_Layout

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.