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Striscione “elettorale” a Piazza Setti, bufera su Imeri che replica: “Non è opera mia, giusto toglierlo”

E' polemica su uno striscione celebrativo delle opere della giunta Pezzoni apparso in mattinata sulle transenne di Piazza Setti ma l'attuale candidato Imeri replica: "Non era opera nostra, giusto che siano stati rimossi".

Nella mattinata di martedì 31 maggio sulle transenne a bordo piazza Setti sono comparsi alcuni striscioni, poi scomparsi nell’immediato pomeriggio: “Guarda cosa abbiamo realizzato”, si leggeva, con accanto alcune delle opere più significative realizzate durante il mandato Pezzoni, dal Teatro Nuovo di piazza Garibaldi al Museo Verticale allestito nella torre campanaria.

Ora, ciò che si vede passando dalla vicina via Toti, è soltanto lo striscione che reca la scritta “Lavori in corso – Stiamo realizzando nuova piazza Setti” seguito da alcuni rendering di come sarà la futura piazza.

Striscioni Treviglio

Il fatto, però, non è passato inosservato agli occhi di alcuni degli avversari politici, che subito hanno detto la loro, scagliandosi sulla vecchia giunta capitanata dall’ex sindaco Giuseppe Pezzoni. Dagli “azzurri” di Gianluca Pignatelli agli “arancio” di Erik Molteni, dunque,  per l’episodio, sembra proprio non avere colore.

Ed ecco che, sui social, monta la protesta: si dice “perplesso” Paolo Melli, di Forza Italia, mentre pubblica le fotografie della recinzione ricoperta dai vistosi manifesti mentre, per gli “Arancio” di Molteni, l’operazione di affissione sarebbe addirittura “mamaraldesca”, oltre che irregolare. Poi, è il turno di Patrizio Dolcini della lista “Molteni Sindaco” il quale, scrive su Facebook: “Non è la Corea del Nord, è Treviglio. La propaganda di regime è però la stessa. L’ulteriore sfida ai cittadini, disprezzando le regole”.

Ma l’ex vicesindaco, e attuale candidato Juri Imeri, rinvia al mittente le accuse di campagna irregolare: “Sono una persona di buonsenso e il primo a essere sorpreso sono stato io. La recinzione di cantiere era stata pensata molti mesi fa con la logica di rendere il cantiere una vetrina della città e delle attività commerciali: fermo restando che la Società di Trasformazione Urbana ha una propria autonomia nel momento in cui persegue gli indirizzi del socio, ovvero il comune, mi è parso fuori luogo posizionare a ridosso delle elezioni gli striscioni. È da sottolineare però che dallo scorso 23 dicembre non siamo noi a esprimere gli indirizzi operativi alla Società: né per l’apertura del cantiere né per ogni altra scelta siamo più entrati nel merito di alcuna decisione, tanto più di questa. Tempi e modi di azione sono di competenza della Società di Trasformazione Urbana. Trovo giusto lasciare spazio alla visibilità del progetto che si sta realizzando e prendo atto che correttamente si è provveduto a far rimuovere i riferimenti alle attività della nostra amministrazione. Siamo a Treviglio e su ogni cosa si fa polemica, nata e finita in poche ore. Ripeto: siamo anche persone di buonsenso ed è giusto che quei riferimenti siano rimossi almeno fino al termine delle elezioni”.

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