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Presidio Rifondazione alla Prefettura: “Stato difenda la Costituzione non i fascisti” fotogallery

Rifondazione Comunista si è data appuntamento nel tardo pomeriggio di martedì 31 maggio di fronte alla Prefettura di Bergamo per manifestare il proprio dissenso sul modo in cui la Polizia e la Questura hanno gestito la manifestazione di sabato 28 a Lovere. 

Un presidio e un incontro alla Prefettura per ribadire la propria posizione: “Quello che è successo sabato 28 maggio a Lovere è inaccettabile”.

Dopo aver condannato l’episodio a parole, si è passati ai fatti: l’appuntamento dato da Rifondazione Comunista per il tardo pomeriggio di martedì 31 maggio ha raccolto una buona adesione e in via Tasso il coro era unanime, con bandiere di Rifondazione, Bergamo Antifascista e Anpi e rappresentanti di Sel, Isrec, Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione, Aldo dice 26×1 Bergamo.

I manifestanti hanno puntato il dito sul comportamento tenuto dalla Polizia e dagli uomini della questura durante la manifestazione del Comitato onoranze Caduti di Rovetta: nel tentativo di impedire il loro ingresso nel cimitero di Lovere, due contromanifestanti antifascisti sono rimasti feriti da colpi di manganello.

Si tratta del segretario provinciale di Rifondazione Comunista Bergamo e di un settantenne: il fatto ha scatenato una pesante ondata di reazioni firmate Anpi, Cgil, Ribelli della Montagna e Rifondazione Comunista: “E’ intollerabile, scandaloso che dopo le botte qualcuno pensi di fare ricorso alle menzogne. Francesco Macario, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Bergamo, già dirigente provinciale dell’Anpi, ex assessore di Bergamo, e gli antifascisti che sabato hanno manifestato a Lovere contro il raduno fascista sono stati malmenati dalle forze dell’ordine duramente e arbitrariamente e non certo per ‘reazione a pugni e calci’. Chi dice il contrario, dice falsità, nient’altro che falsità. Quella di sabato è stata un’aggressione priva di qualsiasi giustificazione. Il sunto della giornata è che ai fascisti è stata data la possibilità di manifestare nel cimitero di Lovere dove c’è il sacrario dedicato ai partigiani – i ‘Tredici Martiri di Lovere’ – massacrati dai fascisti. Agli antifascisti che giustamente protestavano contro questo scempio sono state riservate manganellate che hanno spedito all’ospedale il nostro segretario provinciale e altri due antifascisti, tra cui una persona anziana e un giovane iscritto a Rifondazione Comunista”.

Questa la condanna già espressa da Rifondazione, più volte ribadita anche di fronte alla Prefettura dove il coordinatore provinciale di Sel Gino Gelmi ha anche annunciato di aver chiesto al Ministero dell’Interno di aprire un’inchiesta sulla vicenda.

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