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Fabio Santini: “Chiudo il corso al Cdpm e l’anno prossimo riparto da Miles Davis”

Martedì sera 31 maggio, al CDpM di Bergamo, ingresso libero, ore 20, il giornalista Fabio Santini chiude il seminario ‘Corso Italia’, dedicato alla storia e alle identità musicali del Belpaese.

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Martedì sera 31 maggio, al CDpM di Bergamo, ingresso libero, ore 20, il giornalista Fabio Santini chiude il seminario ‘Corso Italia’, dedicato alla storia e alle identità musicali del Belpaese.

Santini, tiriamo le somme di ‘Corso Italia’?

“Da fine settembre 2015, per 34 martedì abbiamo viaggiato alla riscoperta della Grande Musica italiana, dall’Opera alle nuove tendenze di oggi. Il corso ha registrato una partecipazione attiva e costante di un gruppo di allievi ai quali a seconda delle serate se ne sono aggiunti di nuovi. Spesso sono intervenuti i docenti di altre discipline del CDpM per approfondire il tema della serata”.

Quali personaggi hanno richiamato maggiore partecipazione?

“Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Mina, Mia Martini, Edda Dell’Orso, il jazz di casa nostra, i solisti della Classica e il rock progressivo”.

Scusi, Edda Dell’Orso?

“Già, la conoscono in pochi ma l’ex prima soprano dell’Orchestra di Ennio Morricone è un caposcuola della vocalità italiana. E’ importante fornire quanti più dettagli possibili, svelare scenari artistici inediti o poco noti”.

Lei ha conosciuto di persona molti degli artisti citati.

“Sì, la mia vita professionale mi ha dato la possibilità di frequentarli in certi casi di seguirli in sala di incisione o in tournée. Ho sempre cercato di svelare agli allievi aneddoti e curiosità di chi ho incontrato. L’idea è stata apprezzata perché ha permesso ai partecipanti di sentirsi più coinvolti”.

L’anno prossimo replica?

“Sì, ormai sono 3 anni che tengo corsi al CDpM e ho già elaborato il progetto del seminario 2016-2017. Si intitola ‘Un volto, una storia’. Ogni martedì sera, prenderemo in esame una personalità della musica, la conosceremo attraverso spezzoni di film dedicati a loro e ne condivideremo gli aspetti tecnico-musicali in fase di studio”.

Ha già in mente con chi aprirà?

“Miles Davis, padre del jazz moderno, il suo carattere difficile, la sua personalità poliedrica e mai abbastanza esplorata. Ma seguirò, come accade già, i consigli di chi seguirà il corso che come sempre sarà aperto a tutti. Non voglio peccare di presunzione, ma nel mio piccolo cerco di colmare l’irresponsabile vuoto della scuola italiana che considera la musica poca cosa, o al massimo un riempitivo di ore buche…”.

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