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Due feriti al raduno antifascista: “Manganellati dalla Polizia, inaccettabile”

Il ferimento di un settantenne e del segretario provinciale di Rifondazione Comunista Francesco Macario ha scatenato reazioni rabbiose: “Abbiamo liberato l'Italia dall'incubo fascista ormai settant'anni fa. Sarebbe auspicabile che tutti, ed in particolare i rappresentanti delle istituzioni, lo comprendessero e si comportassero di conseguenza”.

Sabato di tensione a Lovere dove, nel pomeriggio, erano in programma un presidio organizzato dall’associazione dei reduci della Legione Tagliamento e contromanifestazioni della locale sezione Anpi e degli Antifascisti loveresi: nel mezzo un lungo cordone di Polizia e uomini della Questura, schierati affinchè le due fazioni non entrassero in contatto.

Un’atmosfera elettrica già dalle 14 quando il Comitato onoranze Caduti di Rovetta si è radunato sul lungolago per ricordare i due militi dalla Tagliamento gettati nel Sebino dai partigiani dopo essere stati prelevati in ospedale: tenuti a debita distanza dalla Polizia, gli antifascisti hanno atteso che la commemorazione si spostasse al cimitero di Lovere dove una lapide ricorda gli stessi camerati.

Inaccettabile per Anpi e Antifascisti loveresi, schierati all’esterno del cimitero di via Gobetti a pochi passi dalla lapide in ricordo invece dei tredici martiri partigiani uccisi nel dicembre 1943 per impedire che il corteo potesse fare il suo ingresso nel campo santo.

E la situazione, in quel frangente, si è surriscaldata: i manifestanti antifascisti hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza creato dalla Polizia e due di loro sono stati raggiunti da alcuni colpi di manganello.

Un episodio che ha immediatamente scatenato violente reazioni verbali, a partire da quelle dei segretari nazionali di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ed Ezio Locatelli: “Ormai siamo arrivati al punto di utilizzare le forze dell’ordine per garantire i raduni fascisti e manganellare le manifestazioni antifasciste – scrivono in una nota -. Questo è quanto accaduto a Lovere, città dei 13 Martiri della Resistenza, dove la polizia è intervenuta per respingere e disperdere una manifestazione antifascista indetta da diverse forze per protestare contro l’annuale raduno fascista a Lovere. A farne le spese il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Franco Macario e un settantenne antifascista (nella foto de I Ribelli della Montagna) che sono dovuti ricorrere alle cure del locale pronto soccorso dopo essere stati manganellati. Un comportamento indecente e scandaloso che parla del tentativo in atto, a tutti i livelli, di attuare un rovesciamento di valori e di culture che trovano il loro fondamento nella Costituzione nata dalla lotta di Liberazione. Una Costituzione che oggi, non casualmente, è oggetto di una offensiva revisionista e autoritaria da parte della maggioranza di governo. Contro i revanscismi autoritari e fascisti, in difesa della nostra democrazia costituzionale, occorre mobilitarsi per una grande risposta democratica e antifascista. Questa è l’ora della responsabilità e della mobilitazione. Ai due compagni feriti va la solidarietà di Rifondazione Comunista”.

Identica denuncia da parte della Cgil di Vallecamonica Sebino e dell’Anpi Provinciale di Bergamo che hanno giudicato gravissimi i fatti di Lovere, condannando fermamente “le violenze perpetrate dalla Polizia di Stato a danno di liberi cittadini che del tutto pacificamente stavano manifestando il proprio pensiero. In generale, ed ancor più in concomitanza dell’anniversario della strage di Piazza Loggia, è inaccettabile che un manipolo di neofascisti possa tranquillamente sfilare per le vie di un Paese scortato dalla polizia. Quella stessa Polizia pronta a menare i manganelli nei confronti di chi legittimamente si indigna e chiede rispetto per la memoria dei 13 partigiani uccisi mentre lottavano per la libertà. Abbiamo liberato l’Italia dall’incubo fascista ormai settant’anni fa. Sarebbe auspicabile che tutti, ed in particolare i rappresentanti delle istituzioni, lo comprendessero e si comportassero di conseguenza”.

Ha alzato la voce anche Carlo Salvioni, presidente del Comitato Bergamasco Antifascista: “Solidarietà a Francesco Macario, colpito da una manganellata dalla Polizia ieri (sabato 28 maggio ndr) a Lovere in occasione del presidio antifascista del cimitero. Mi domando: è mai possibile che, nonostante le assicurazioni che Prefetto e Questore hanno rilasciato al Presidente dell’ ANPI e al sottoscritto in un colloquio di qualche giorno fa, si sia arrivati ancora una volta a comportamenti come questo?”.

Fatti che hanno innalzato ancor di più il livello di attenzione per l’annuale commemorazione al cimitero di Rovetta, “in suffragio dei 43 militi della Legione Tagliamento trucidati il 28 aprile 1945”, organizzata dal Comitato onoranze Caduti di Rovetta per domenica 29 maggio.

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