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Ecco Gina, la detenuta a cui invia lettere Bossetti foto video

Nel corso dell'ultima udienza, gli avvocati del carpentiere di Mapello hanno parlato anche di quelle lettere

Oltre cento lettere, da quelle dal tono amichevole a quelle dal contenuto più piccante. Sono quelle che Massimo Bossetti ha scambiato con la detenuta Gina negli ultimi sei mesi. La trasmissione Quarto Grado ha mostrato il volto della donna che ha fatto perdere la testa al carpentiere di Mapello.

Nata a Bergamo 45 anni fa, Gina (diminutivo di Luigina) è sposata e madre di 4 figli. E’ rinchiusa nel carcere di via Gleno dal 2011, tre anni prima di Bossetti, e deve scontare 13 anni per truffa, ricettazione e documenti falsi.

Da novembre la donna è in contatto scritto con il presunto omicida di Yara Gambirasio. 110 per la precisione le lettere tra i due. Partendo da una normale conoscenza, per arrivare una serie di scritti decisamente hot da parte di Bossetti.

Missive che, secondo l’accusa, dimostrerebbero l’incapacità dell’imputato di “frenare” i propri impulsi sessuali. Anche alla luce delle ricerche ritrovate nella cronologia del suo computer.

E nel corso dell’udienza di venerdì 27 maggio del processo per il delitto di Yara, gli avvocati del carpentiere di Mapello hanno parlato anche di quelle lettere.

Chiamati a scardinare le conclusioni del pubblico ministero Letizia Ruggeri che ha chiesto l’ergastolo con 6 mesi di isolamento diurno per l’imputato, Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno iniziato a criticare punto per punto il lavoro svolto dagli inquirenti (e proseguiranno nella prossima udienza).

Salvagni ha fatto riferimento a una serie di “colpi bassi” inferti al suo assistito: “Come il video del furgone ripreso a Brembate quella sera – le parole del legale – confezionato appositamente per incastrare Bossetti. O la testimonianza del fratellino di Yara, che aveva descritto un uomo robusto e con pizzetto che la pedinava: ecco, dopo l’arresto di Bossetti come per magia è rimasto solo il pizzetto”.

L’avvocato ha poi parlato del suo assistito: “Hanno messo in piazza la sua vita personale senza alcun motivo. Penso alle lettere con la detenuta Gina, diffuse senza motivo. Bossetti non ha deviazioni sessuali, non ha mai avuto nemmeno un’amante. E poi le presunte corna della moglie, sbandierate anche qui senza alcun fine, alla disperata ricerca di un movente con un episodio accaduto tre anni dopo il delitto”.

Nel pomeriggio la parola è passata all’altro legale di Bossetti, Paolo Camporini, che nella sua arringa ha parlato anche del rapporto che il carpentiere aveva con la sua famiglia. È quando ha nominato i suoi figli, Bossetti è scoppiato in un pianto di commozione.

Camporini ha poi parlato di una discrepanza di 12 minuti tra le telecamere puntate nella zona della palestra di Brembate Sopra, dove è scomparsa Yara e dove è stato ripreso il furgone di Bossetti, che non farebbe coincidere i movimenti del carpentiere con quelli della ragazzina.

In Aula, a differenza di quanto annunciato, non si è vista la madre di Bossetti, Ester Arzuffi. È invece arrivata, a sorpresa, la moglie Marita Comi, seduta un paio di file dietro il marito, che ha cercato più volte il suo sguardo. La donna è arrivata a bordo di una Porsche.

L’udienza si è conclusa con l’annuncio da parte del giudice Bertoja del calendario delle prossime udienze: il 10 giugno ci saranno le conclusioni dei due avvocati di Bossetti, il 17 le repliche delle parti, mentre il primo luglio la sentenza.

La moglie di Bossetti all’uscita dal tribunale:

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