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Si avvicina la sentenza per Bossetti e sua madre vuole essere con lui fotogallery video

La donna ha presentato un'istanza per poter essere presente in Aula in occasione delle arringhe degli avvocati di suo figlio

Dovrebbe esserci anche Ester Arzuffi oggi, venerdì 27 maggio, al tribunale di via Borfuro a Bergamo in occasione di una delle ultime udienze del processo per il delitto di Yara Gambirasio, che vede come unico imputato proprio suo figlio Massimo Bossetti.

La donna nei giorni scorsi ha infatti presentato un’istanza per poter presenziare in Aula in occasione delle arringhe finali degli avvocati del carpentiere di Mapello, Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Salvo ripensamenti dell’ultim’ora, la donna dovrebbe quindi esserci, come sempre accompagnata dal suo avvocato Benedetto Maria Bonomo.

Finora la 67enne Arzuffi si era vista solo una volta in tribunale, nell’udienza del 24 febbraio, scortata anche da un body-guard, quando era stato stata chiamata a testimoniare. All’ultimo momento, però, decise di avvalersi della facoltà di non rispondere. “Volevo tutelare la mia immagine di donna, di moglie e di madre, ed evitare che emergesse anche in Aula la questione della paternità di Massi”, aveva poi dichiarato la donna.

Come detto, nell’udienza odierna, di fronte alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoj,a parleranno Salvagni e Camporini. I due legali dell’imputato dovranno cercare di replicare nel modo più efficace possibile all’articolata requisitoria del pubblico ministero Letizia Ruggeri, conclusa con la richiesta di condanna all’ergastolo e a sei mesi di isolamento diurno per Bossetti. Oltre a quella dei due avvocati della famiglia dei Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che hanno chiesto oltre tre milioni di euro di risarcimento per i genitori e la sorella di Yara.

Sarà l’avvocato Salvagni a parlare per primo, a ripercorrere la relazione medico-legale che analizza gli ultimi istanti di vita – tra dolore e paura – della ragazzina, morta di stenti. Sull’epoca del decesso e quanto il corpo è rimasto nel campo di Chignolo d’Isola le conclusioni con l’accusa non combaciano: secondo un consulente della difesa, la 13enne non è stata uccisa lì e questo porrebbe la domanda su chi ha compiuto il delitto e dove.

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