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Lunedì a Sotto il Monte i funerali del cardinale Capovilla

Mentre alla camera ardente, allestita nella località Ca' Maitino, si sussegue un pellegrinaggio di persone a porgere l'ultimo saluto, venerdì sera alle 20.30 il vescovo di Bergamo Francesco Beschi celebrerà una messa in suffragio.

Saranno celebrati lunedì 30 maggio alle 10.30 a Sotto il Monte i funerali di Loris Capovilla, scomparso giovedì. L’addio nella chiesa parrocchiale del paese che già nel nome celebra Papa Giovanni, di cui il cardinale Capovilla, che qui è nato cento anni orsono, fu segretario.

La salma verrà poi tumulata, secondo quanto da lui desiderato, presso l’antica abbazia di Fontanella di Sotto il Monte, vicino all’amico Padre David Maria Turoldo.

Mentre alla camera ardente, allestita nella località Ca’ Maitino, si sussegue un pellegrinaggio di persone a porgere l’ultimo saluto,  venerdì sera alle 20.30 il vescovo di Bergamo Francesco Beschi celebrerà una messa in suffragio nella chiesa parrocchiale di Sotto il Monte.

Sabato 28 maggio, alle 20.30, si celebrerà sempre nella chiesa parrocchiale di Sotto il Monte una veglia di preghiera.

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PAPA FRANCESCO, ha inviato un suo messaggio:

A Sua Eccellenza Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo.
Nell’apprendere la notizia del decesso del venerato Cardinale Loris Francesco Capovilla, desidero esprimere le mie condoglianze a lei, all’intera comunità diocesana – di cui si sentiva ormai parte viva – alle Suore delle Poverelle di Ca’ Maitino in Sotto il Monte, che lo hanno amorevolmente assistito, ai parenti, agli amici e agli estimatori del benemerito Porporato.

Penso con affetto a questo caro fratello che nella sua lunga e feconda esistenza ha testimoniato con gioia il Vangelo e servito docilmente la Chiesa, dapprima nella diocesi di Venezia, poi con premuroso affetto accanto al Papa San Giovanni XXIII, della cui memoria fu zelante custode e valido interprete. Nel suo ministero episcopale, specialmente a Chieti-Vasto e a Loreto, fu sempre pastore totalmente dedito al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, nel segno di una solida fedeltà alla bussola del Concilio Vaticano Secondo.

Elevo la mia preghiera al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria e di San Marco Evangelista, accolga questo suo fedele servitore nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a quanti ne piangono la scomparsa la benedizione apostolica.

Franciscus, PP.

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LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA ha espresso così la sua vicinanza al Vescovo di Bergamo:

Eccellenza Reverendissima,
abbiamo appreso la notizia della morte di S.Em. il Card. Loris Francesco Capovilla, già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII, che ha donato se stesso per l’annuncio del Vangelo e nel servizio dei fratelli. Partecipiamo al lutto di Vostra Eccellenza, dei presbiteri, dei consacrati e di tutti i fedeli della diocesi di Bergamo, che per lunghi anni è stata la residenza del Card. Capovilla, dopo che egli aveva esercitato il ministero episcopale come Arcivescovo di Chieti-Vasto e poi come Arcivescovo-Prelato di Loreto. Ci associamo al suffragio per l’anima di questo nostro confratello defunto perché il Buon Pastore lo accolga nel suo regno di luce e di pace.
Angelo Cardinale Bagnasco, Presidente
Nunzio Galantino, Segretario Generale

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Tra i numerosi messaggi di ricordo del Cardinale Capovilla, significativo è quanto scrive ENZO BIANCHI, Priore di Bose.

Messaggio nell’ora del passaggio da questo mondo al Padre del Cardinal Loris Capovilla.
Sento il bisogno di manifestare la mia commozione per la nascita al cielo del Cardinale Loris Capovilla, evento che mi coglie con tutta la sua carica di sentimenti fraterni e di immagini che si accavallano nel cuore e nella mente. In quest’ora mi sento davvero in mezzo ai fratelli e amici della Chiesa che è in Bergamo: da oltre cinquant’anni un’amicizia forte e profonda ci lega! Sono presente accanto a voi con il cuore, nella certezza che il nostro amatissimo don Loris, fratello ed amico, è già tra le braccia di Dio, nella pace senza fine. L’amicizia che ha donato a me e alla Comunità di Bose, a confermarci nel cammino lungo tutti questi anni, l’affetto e la vicinanza, semplice e profonda, che in mille modi ci ha riservato testimoniatici quando ci fece visita e fin negli ultimi incontri a Ca’ Maitino dove ero andato a trovarlo, è qualcosa che ci fa arrossire e di cui non siamo degni. “Sento che mi siete vicini… Benedico per l’attività della vita e anche per l’inattività che si traduce in preghiera, sacrificio e amore. Vi ringrazio per tutto quello che fate. Un abbraccio con tutto il cuore e la mia benedizione”: mi diceva al telefono l’ultima volta, con la voce sempre più flebile e tuttavia con immutata lucidità, che per tutta la sua vita era stata il segno della sua unità interiore, della sua adesione al Signore senza distrazione.

Per il mio 70mo compleanno, nel 50mo di “Pacem in Terris” e della morte pentecostale del suo autore, mi aveva rivolto paterne parole frutto della sua fede e del suo amore: “Con letizia e amicizia mi unisco alla splendida Famiglia di Bose: felicitazioni, preghiere, luci di speranza. Al fratello Enzo, alle Sorelle e ai Fratelli di Bose offro il fiore poetico Helder Camara, l’amico dei poveri e degli ultimi, sotto lo schizzo della colomba che vola a ritroso, con ramoscello di ulivo nel becco egli segnalò per sé e per noi il prezzo del pegno e della testimonianza: per compiere la missione sacra / di portare la pace / volo in qualunque maniera in qualunque direzione / con vento o senza vento / con forza o senza forza fino a cadere / fino a morire”.

Mi sembra che queste parole siano profezia e si compiano oggi totalmente nella sua vita, diventando benedizione per tutti noi. Quest’ora si apre al ringraziamento al Signore per il suo grande dono. Chiedo a don Loris di continuare ad accompagnarci con la sua preghiera, nella certezza che è vivente per sempre ed è più che mai accanto a noi. Con affetto profondo e fedele, fr. Enzo Bianchi, Priore di Bose, con i fratelli e le sorelle della comunità.

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