BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

Capovilla: ultima telefonata da Papa Francesco, che gli ricordava Giovanni XXIII

L’ultima telefonata da Papa Francesco, nel quale rivedeva alcuni tratti del «suo» Papa Giovanni. Poi Loris Francesco Capovilla, 100 anni compiuti nell’ottobre 2015, ha perso la parola

Più informazioni su

L’ultima telefonata da Papa Francesco, nel quale rivedeva alcuni tratti del «suo» Papa Giovanni. Poi Loris Francesco Capovilla, 100 anni compiuti nell’ottobre 2015, ha perso la parola. E nel primo pomeriggio di giovedì 26 maggio 2016 l’ex segretario e «testimone» di Giovanni XXIII si è spento in una clinica di Bergamo

Loris Francesco Capovilla nasce a Pontelongo (Padova) il 14 ottobre 1915. Nel 1929 entra nel Seminario di Venezia si alimenta di teologia e di spiritualità, di storia, sociologia, letteratura: importante nella sua formazione è l’esperienza nell’Azione Cattolica.

È ordinato sacerdote con altri dieci compagni nella basilica della Salute il 23 maggio 1940. Assolve vari incarichi nelle parrocchie, in Curia, nella scuola, nell’Azione Cattolica, nell’Onarmo, nel carcere minorile, negli ospedali. Durante la guerra con uno stratagemma salva la vita a dieci avieri italiani sotto il naso dei tedeschi, impresa che gli vale la Croce al merito.

Nel 1949 il patriarca Carlo Agostini lo nomina direttore del settimanale diocesano «La voce di San Marco» e redattore della pagina veneziana de «L’avvenire d’Italia».

Il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli  nomina don Loris suo segretario da patriarca (1953-1958) e da Giovanni XXIII (1958-1963). Dopo la morte del Papa (3 giugno 1963), resta altri quattro anni in Vaticano accanto a Paolo VI, che nel 1967 lo nomina arcivescovo di Chieti e Vasto e poi prelato e delegato pontificio del santuario di Loreto: in questa veste accoglie il grande convegno della Chiesa italiana «Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini» del 9-13 aprile 1985.

Dal 1989 si ritira a Camaitino, Sotto il Monte Giovanni XXIII (Bergamo) ed è il solerte custode delle memorie roncalliane-giovannee. Papa Francesco lo nomina cardinale il 22 febbraio 2014.

Segretario dal 15 marzo 1953 al 3 giugno 1963, cura la pubblicazione di numerosi scritti di Papa Roncalli: «Il giornale dell’anima», «Lettere ai familiari», «Lettere 1958-63», la trilogia «Questo è il mistero della mia vita», «Giovanni XXIII, un santo della mia parrocchia» e «Mi chiamerò Giovanni».

Con sconcertante semplicità Roncalli racconta sul suo diario la memorabile elezione: «Festa dei Santi Apostoli Simone e Giuda. Santa Messa nella Cappella Matilde, con molta devozione da parte mia. Invocati con speciale tenerezza i miei santi protettori: s. Giuseppe, s. Marco, s. Lorenzo Giustiniani, s. Pio X perché m’infodano calma e coraggio. Non credetti bene di scendere a desinare coi cardinali. Mangiai in camera. Seguì un breve riposo e un grande abbandono. All’XI scrutinio, eccomi nominato Papa. O Gesù, anch’io dirò con Pio XII quando riuscì eletto Papa ‘Miserere mei Deus, secundum magnam misericordiam tuam’. Si direbbe un sogno ed è, prima di morire, la realtà più solenne di tutta la mia povera vita. Circa 300 mila persone mi applaudivano. I riflettori mi impedivano di vedere altro che una massa amorfa in agitazione».

Eletto alla cattedra di Pietro, disse: «Mi chiamerò Giovanni», nome non più in uso da 600 anni. Alle 17,08 di martedì 28 ottobre 1958 la fumata bianca di un Conclave iniziato nel pomeriggio di sabato 25; alle 18,05 l’«Habemus Papam»; alle 18,20 dalla loggia esterna di San Pietro la benevola e rotonda figura di Giovanni imparte la benedizione «Urbi et orbi». Tutti pensano e scrivono: sarà «un Papa di transizione» un uomo di 76 anni, 11 mesi e 3 giorni, ma Joseph Ratzinger era più vecchio – 78 anni e 3 giorni – quando fu eletto Benedetto XVI. Mai previsione fu più errata: non fece ordinaria amministrazione ma traghettò la Chiesa nel XX secolo e oltre.

Capovilla fu testimone della profonda amicizia, inattaccabile stima e spontanea venerazione che legava Angelo Giuseppe Roncalli da Sotto il Monte e Giovanni Battista Montini da Concesio. Nascono, rispettivamente, il 25 novembre 1881 e il 26 settembre 1897 in una terra da pochi decenni confluita nell’Italia unita (1861).

Educati secondo i rigidi canoni della riforma tridentina e nutriti dalla solida «pietas» lombardo-veneta, coltivano rapporti di collaborazione. Il primo ha «l’intuizione dall’Alto» del Concilio Vaticano II; il secondo conduce in porto l’impresa con mano ferma.

Nel 2013 un delizioso libro di memorie: «I miei anni con papa Giovanni XXIII», conversazione con Ezio Bolis, pubblicato da Rizzoli. Di sé Capovilla offre una splendida descrizione: «Vecchio uomo, vecchio italiano, prete da 75 anni. Prete sembra vocabolo scarno e povero. La qualifica di “presbyter” è tuttavia, carica di prestigio, collocata tra storia e leggenda. Sta innanzi a voi non il segretario particolare di Papa Giovanni. Direi troppo, in tono protocollare. Meglio chiarire che sono stato un suo “contubernale” – lo sono tuttora – com’egli stesso volle definirmi; uomo di fatica e di fiducia, tuttofare, esecutore di incombenze suggerite da pietà, carità, cortesia, “parresìa”; diciamolo alla buona: l’anonimo, che prega e soffre con suo “Dominus et Pater”, spezza il pane con lui ascolta, riflette, tace».

Racconta così l’incontro che gli ha cambiato la vita: «A me, giovane, pretino sconosciuto, raccontava della sua vita a Parigi, dei suoi incontri con le personalità della politica e della cultura. Udendo le sue parole, sentii risuonare nel mio animo una sorta di voce soave e celeste che diceva: “Questo è l’uomo”».

Ricorda quello che gli disse il suo «Dominus et Pater»: «È solo quando avrai messo il tuo io sotto i piedi che potrai dirti davvero un uomo libero!». Tratteggia un ritratto appassionante di Roncalli, un resoconto che sfida l’oleografia di un Papa ricordato per la bonarietà più che per la portata rivoluzionaria delle scelte che seppe compiere il «Papa della bontà».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.