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Banco Popolare-Bpm: via libera al progetto di fusione, Bergamo fuori dal Cda

Il Cda del Banco Popolare e il Consiglio di Gestione di Bpm hanno dato il via libera al progetto di fusione: ai veronesi il 54,6% delle quote, il 45,3% ai milanesi. Si attende l'ok della Bce. Bergamo assente nel consiglio di amministrazione, non c'è la rappresentanza del Credito Bergamasco.

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I due via libera del consiglio di amministrazione del Banco Popolare e del consiglio di gestione della Banca Popolare di Milano hanno dato l’ok definitivo al progetto di nascita del nuovo Banco-Bpm in cui i soci veronesi deterranno il 54,626% delle quote mentre i milanesi il 45,374%: sarà il terzo gruppo bancario d’Italia.

Il presidente del nascituro cda, che conterà 19 membri, sarà Carlo Fratta Pasini, con Giuseppe Castagna nel ruolo di amministratore delegato, Mauro Paoloni in quello di vice presidente vicario, Guido Castellotti e Maurizio Comoli vicepresidenti. Completano il Cda Mario Anolli, Massimo Catizone, Rita Laura D’Ecclesia, Carlo Frascarolo, Paola Galbiati, Cristina Galeotti, Marisa Golo, Piero Leonardi, Giulio Pedrollo, Fabio Favanelli, Pier Francesco Saviotti, Manuela Soffientini, Costanza Torricelli e Cristina Zucchetti.

Cinque i sindaci del collegio sindacale: Marcello Priori, presidente, Gabriele Camillo Erba, Maria Luisa Mosconi, Claudia Rossi e Alfonso Sonato. Tre i supplenti: Chiara Benciolini, Marco Bronzato, Ezio Simonelli.

Non c’è nessun rappresentante del Credito Bergamasco, Cesare Zonca non entra così nel Consiglio di amministrazione del nuovo colosso bancario. Bergamo è l’unico territorio a non essere rappresentato nel nuovo cda. 

Ora la palla passa nuovamente alla Banca Centrale Europea che ha 90 giorni per dare il via libera definitivo al Banco Bpm: per la fusione, invece, si attende l’aumento di capitale del gruppo veronese e, entro la fine dell’anno, la delibera dei due istituti di credito che nel frattempo continuano a volare in Borsa.

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