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“Siria Oggi: noi restiamo”: il parroco di Aleppo ospite di Bergamo Incontra

L’Associazione Bergamo Incontra continua il percorso di incontri dedicati ai temi di attualità più stringenti, intrapreso quest’anno a Bergamo. Dopo aver parlato del delicato rapporto tra verità e libertà nell’affrontare le sfide della società moderna, a dicembre con la presentazione del libro La bellezza disarmata di Julián Carrón, l’Associazione annuncia l’incontro “Siria oggi: noi restiamo. Tra le macerie di Aleppo la presenza dei Frati Minori”.

In programma giovedì 26 maggio alle 18.15, al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo (via Papa Giovanni XXIII, 106), l’incontro vedrà la partecipazione di Padre Ibrahim, parroco di Aleppo, la cui parrocchia si trova a poche decine di metri dalla linea del fuoco jihadista. La parrocchia di padre Ibrahim è uno dei presidi della Custodia di Terra Santa ad Aleppo, insieme al Collegio Terre Sainte, bombardato nelle scorse ore.

“Abbiamo invitato Padre Ibrahim – dichiara Tommaso Minola, Presidente dell’Associazione Bergamo Incontra – perché, attraverso la sua testimonianza, desideriamo partecipare dell’esperienza di Misericordia che lui e i Frati, insieme alla popolazione siriana, stanno sperimentando dentro una situazione così complessa. Vorremmo inoltre scoprire l’incredibile possibilità di convivenza che, nel bel mezzo di una guerra, può nascere anche tra persone di fede diversa”.

La testimonianza di Padre Ibrahim a Bergamo potrà essere un’importante occasione per conoscere meglio la realtà dei cristiani in Siria, ma soprattutto farsi raccontare come sia possibile che in un contesto così pericoloso ci siano persone che, come Padre Ibrahim e i suoi frati, continuano a restare, nonostante anche i bombardamenti degli ultimi giorni.

Come lui stesso ha affermato in un’ intervista recente:

“Noi frati restiamo per aiutare la gente. È questo il tempo per essere ancora più presenti e in modo più forte con i poveri e con chi soffre: soffriamo con loro e preghiamo il Padre Provvidente e ‘ricco di misericordia’ con loro. Abbiamo una grande fiducia nell’intelligenza di Dio, Lui sa cosa è bene per noi. Anche qui”.

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