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Il presidente Anpi Bergamo: “Dalla ministra Boschi irricevibili provocazioni”

Anpi su posizioni diverse anche a Bergamo. Il presidente Mauro Magistrati la pensa in modo molto diverso rispetto a Carlo Salvioni sulla divisione in partigiani buoni e cattivi a seconda che si schierino per il sì' o il no al referendum costituzionale

Anpi su posizioni diverse anche a Bergamo. Se per Carlo Salvioni Maria Elena Boschi alla trasmissione di Lucia AnnunziataIn mezz’ora” non ha detto nulla di particolare ed è stata travisata nella divisione tra partigiani buoni che voteranno sì al referendum costituzionale e partigiani cattivi che invece sceglieranno il no (leggi), per il neo presidente di Anpi Bergamo Mauro Magistrati, la ministra ha provocato.

“Le dichiarazioni della Ministra Boschi sono delle irricevibili provocazioni a cui, come giustamente ha detto il nostro Presidente Nazionale, non intendiamo replicare –  dichiara Magistrati -. C’è in atto un chiaro tentativo di minare la credibilità e l’autorevolezza dell’Anpi, di cui infastidisce la forza politica (e non partitica!), che ha permesso alla nostra Associazione di diventare un concreto punto di riferimento per tutte e tutti coloro che si riconoscono nei valori che guidarono la scelta antifascista e che sono appunto alla base della Costituzione repubblicana; si tenta di strumentalizzarne la posizione, espressa in modo autonomo e secondo quanto previsto dal nostro Statuto”.

“Da parte di qualcuno si sta cercando di alzare il tono della polemica, di dividere il campo, di sollevare polverose polemiche per sottrarsi ad una vera discussione aperta nel merito della riforma – prosegue Magistrati -. Ogni giorno ricevo mail di iscritti Anpi che manifestano, anche con insulti e pesanti attacchi, contrarietà rispetto alla posizione dell’Anpi per il No alla riforma Boschi-Renzi. Rispettiamo la posizione, gli intendimenti e l’idea di ciascuno, l’Anpi non delegittima nessuno dei suoi iscritti e garantisce il pluralismo interno, ma chiede rispetto per una posizione assunta, discussa e votata in piena democrazia e coscienza dalla stragrande maggioranza dei delegati (347 delegati a favore e solo 3 astenuti) al Congresso Nazionale. Che si continui a parlare e discutere della posizione dell’Anpi francamente mi sembra uno strano modo di affrontare la campagna referendaria, oltretutto se pensiamo che questa posizione in merito a riforma costituzionale e Italicum abbiamo cominciato ad esprimerla a marzo del 2014, non l’altro ieri”.

Commenti

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  1. Scritto da OscarBraendli

    Bella fotografia. Ma per curiosità e per fare un po’ di fact checking: il “partigiano” Mauro Magistrati, presidente di Anpi Bergamo, quanti anni ha? Perchè mi viene davvero il dubbio che la Boschi abbia, sotto traccia, segnalato un problemino non da poco visto il ruolo di guida morale che l’Anpi rivendica.

  2. Scritto da Tino

    Per quanti decenni ancora dovremo riverire gli eroi partigiani ? Siamo loro grati per ciò che hanno fatto e perplessi per ciò che avrebbero potuto evitare, ma la guerra è guerra anche se stai dalla parte giusta.
    Ora la dittatura non c’è più, c’è una Costituzione da adeguare ai tempi e non c’è più nemmeno il reato di lesa maestà.
    Avanti Partigiani, governiamo il futuro senza girare le spalle al passato, ma senza rimanerne prigionieri !