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Al Tennis Vip brillano gli ex atalantini Carrera e Orlandini foto

Peter Fill e Dominik Paris, Massimo Carrera e Pierluigi Orlandini con una ciliegina sulla torta come
Giacomo Agostini: una cinquina da brividi tra sci, calcio e motociclismo, tra mondiali ed europei, tra sogni e
realtà. Il fil rouge è l’Accademia dello Sport per la Solidarietà che ha abbracciato tutti loro alla sua maniera,
ovvero con il calore riservato ai veri amici.

Peter si coccola ed esibisce con il giustificato orgoglio – unito al proverbiale sorriso smagliante – di chi sa
che ha compiuto un’impresa leggendaria (primo italiano della storia) la Coppa del Mondo di discesa appena
conquistata: “Ho realizzato un sogno – dice il campione altoatesino – e tornare qui con il trofeo tra le mani è
una gioia immensa. Nel 2017? Non penso ai Mondiali, ma gara per gara. Anche a difendere la sfera di
cristallo”.

Uno dei rivali più accreditati peraltro sarà proprio Paris, alla stregua di un fratello per Fill: “Felice
che il trofeo sia arrivato in Italia – spiega Dominik -, specialmente perché lo ha conquistato lui. E ancor più
contento d’essere presente a Cividino, per sostenere l’Accademia dando un contributo a chi ne ha bisogno”.

Qualche centinaio di chilometri pur di esserci per due uomini-jet tutti d’oro, addirittura un migliaio per l’ex
ala dell’Atalanta, Gigi Orlandini che – tornato per 48 ore in Bergamasca – non si è fatto sfuggire l’occasione:
“Sempre bellissimo – sottolinea l’uomo del primo golden gol in assoluto (Europeo Under 21, 20 aprile 1994,
Italia-Portogallo 2-1) – respirare questa splendida atmosfera. Ormai vivo a Brindisi, ma quando posso non
manco”.

Da chi ha regalato agli Azzurri un titolo continentale, a chi spera di farlo al fianco di Antonio Conte
prima di andare a caccia di una panchina per la prossima stagione, Massimo Carrera: “Siamo competitivi – –
rileva l’ex difensore di Juventus ed Atalanta –, non partiamo di certo in prima fascia ed è un bene.
Attenzione al Belgio, ma se devo indicare una favorita punto sulla Germania”.

Difficile sbilanciarsi invece, pur con il motore sempre a pieni giri, per Giacomo Agostini sull’obiettivo iridato di Valentino Rossi: “Il
cedimento del motore al Mugello – osserva Ago, più forte anche di una schiena malandrina – rischia di
lasciare il segno. I punti in palio però sono ancora tanti così come le variabili dunque il Dottore può ancora
farcela”.

Cinque voci unite soprattutto per dare sempre più vigore, e altrettanto cuore, ad uno spartito chiamato
“beneficenza”. Tanto con l’Accademia nei panni del direttore d’orchestra, steccare è impossibile.

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