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Ken Loach conquista Cannes, la Palma d’oro alla vita vera

Vittoria per nulla scontata: il nome di Loach non era il più gettonato nei pronostici che, al solito, cominciano a susseguirsi a tre giorni dalla chiusura del Festival.

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La Palma d’Oro è stata assegnata al film di Ken Loach, “I, Daniel Blake”, di cui già si è scritto in questa rubrica la settimana scorsa (leggi).

Val la pena precisare però che questa vittoria non era affatto scontata e che il nome di Loach non era il più gettonato nei pronostici che, al solito, cominciano a susseguirsi a tre giorni dalla chiusura del Festival.

A noi era piaciuto ma per la verità a molti era sembrato “il solito Loach”, ovvero nulla di nuovo nei temi, sociali, e nell’approccio, di accorata denuncia.

Perdipiù nelle giornate successive erano comparsi film che erano parsi sopravanzare quello di Loach: “Julieta” di un Almodovar tornato in grandeforma, “Patterson” di un Jarmush in stato di grazia, “American Honey” della regista Andrea Arnold, per citare i più chiacchierati.

Eppure, tranne la Arnold che si è aggiudicata il Premio della Giuria, questi registi sono rimasti a bocca asciutta.La Guria, che pare abbia a lungo disquisito e analizzato diversi film in concorso, ha fatto una scelta che certo dimostra attenzione verso la denuncia di ingiustizie sociali, e forse dimostra che la crisi economica ha segnato profondamente le coscienze degli artisti che invitano a non abbassare la guardia.

Prima di chiudere il sipario su questa 69esima edizione del Festival di Cannes facciamo il punto sulla rassegna del 2016 segnalando alcuni eventi interessanti.

Il primo si riferisce al film “Toni Erdmann” della regista tedesca Maren Ade, per alcuni un film originalissimo e per altri mortificante nella sua sapidità, che si è aggiudicato il Premio Fipresci, cioè il premio della giuria internazionale dei critici. A noi la storia del padre bonario e burlone che si accorge dell’infelicità della vita da executive-in- carriera della figlia e la costringe a prenderne coscienza armato di parrucca e denti finti, non ha convinto per niente. Pur riconoscendo buoni spunti all’interno della pellicola -memorabile e sagace il party organizzato per il team building a casa della protagonista -, e pur accettando di allontanarcidalle tradizioni della commedia classica hollywoodiana in cui dopo rocambolesche avventure che separano la coppia (in questo caso padre-figlia) questa si riconcilia (mentre qui resta tutto in sospeso), il film – che dura ben due ore e quaranta minuti – ci è parso un’occasione mancata. Peccato perché in concorso non c’erano molte commedie.

Per contro l’attesissimo film di Sean Penn “The last face è stato una sonora delusione, nel senso che è stato fischiato dal pubblico della stampa e della critica. Le interpretazioni di Charlize Theron e Javier Bardem non sono bastate a tenerlo a galla.

Tornano a mani vuote purtroppo anche i tre italiani in concorso nella Quinzaine des Rèalizateurs, la rassegna nata nel ’68 come “controfestival” e oggi praticamente istituzionalizzata come rassegna parallela che accoglie di fatto ottime pellicole non entrate in concorso, ampliandolo. Virzì con “La pazza gioia”, Giovannesi con “Fiore” e Bellocchio con “Fai bei sogni”, firmano comunque tre bei film tra loro molto diversi ma che meritano d’esser visti.

Ecco i premi

Palma d’oro
 I, DANIEL BLAKE (Moi, Daniel Blake) realizzato da Ken LOACH

Grand Prix
 JUSTE LA FIN DU MONDE realizzato da Xavier DOLAN

Premio per la regia Ex-Aequo
 Cristian MUNGIU per BACALAUREAT (Baccalauréat)
 e Olivier ASSAYAS per PERSONAL SHOPPER

Prix per la sceneggiatura
 Asghar FARHADI per FORUSHANDE (Le Client)

Prix della Giuria
 AMERICAN HONEY realizzato da Andrea ARNOLD

Prix per l’interpretazione femminile
 Jaclyn JOSE in MA’ ROSA realizzato da Brillante MENDOZA

Prix per l’interpretazione maschile
 Shahab HOSSEINI in FORUSHANDE (Le Client) realizzato da Asghar FARHADI

CORTOMETRAGGI

Palma d’oro 
TIMECODE realizzato da Juanjo GIMENEZ

Menzione speciale della Giuria
 A MOÇA QUE DANÇOU COM O DIABO (La Jeune fille qui dansait avec le diable) realizzato da João Paulo MIRANDA MARIA

CAMÉRA D’OR

DIVINES realizzato da Houda BENYAMINA presentato all’interno della “Quinzaine des Réalisateurs”

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