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Gioco d’azzardo, Carnevali: “Che fine hanno fatto i fondi per la prevenzione e cura a giocatori patologici?”

La deputata Pd Elena Carnevali in una un'interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiede conto dei fondi stanziati per curare i giocatori patologici.

“Quali sono stati i criteri di riparto e l’impiego effettivo da parte delle Regioni dei 50 milioni di fondi stanziati per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dalle patologie connesse al gioco d’azzardo considerato che alcune Regioni non hanno trasferito i fondi dovuti alle ASL e altre, invece di trasferirli agli operatori dei Sert, li hanno destinati ad altre attività?”.

E’ quanto chiede la deputata Pd Elena Carnevali in una  un’interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul gioco d’azzardo firmata anche dai deputati Pd Donata Lenzi, Anna  Miotto, Paolo Beni, Maria Amato, Salvatore Capone, Daniela Sbrollini, Edoardo Patriarca, Vittoria D’Incecco, Teresa Piccione, Paola Boldrini, Ileana Piazzoni, Gero Grasso e Giovanni Burtone.

“In Italia – spiega Carnevali – la dimensione del fenomeno è difficilmente stimabile in quanto  non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente rappresentativi. Secondo i dati del Rapporto Eurispes 2009, in Italia il gioco d’azzardo coinvolge fino al 70-80 per cento della popolazione adulta (circa 30 milioni di persone). La stima però dei giocatori d’azzardo “problematici”, cioè di coloro che giocano frequentemente investendo anche discrete somme di denaro ma che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica pur essendo a forte rischio evolutivo,  varia dall’1,3 per cento al 3,8 per cento della popolazione generale (da 767.000 a 2.296.000 italiani adulti), mentre la stima dei giocatori d’azzardo “patologici”  varia dallo 0,5 per cento al 2,2 per cento (da 302.000 a 1.329.00 italiani adulti). Sono dati preoccupanti – conclude la deputata Pd – che ci spingono a sollecitare al ministero della Salute a metter in pratica al più presto un attento monitoraggio del fenomeno su tutto il territorio italiano in modo tale da avere dati aggiornati che ci permettano di intervenire con mezzi più efficaci  per la presa in carico, la cura e la riabilitazione dei giocatori d’azzardo patologici”.

Commenti

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  1. Scritto da nanni_cerina

    Sarà molto difficile che la Lorenzin risponda a questa interrogazione. Da quanto saputo sembrerebbe che la distribuzione dei 50 milioni alle 20 regioni fosse ripartita per numero di residenti. Ma a questo punto, constatato che tra le venti regioni, cinque di queste non si sono ancora dotate di una legge che regolamenti il gioco d’azzardo nel proprio territorio, mi viene il dubbio che vengano escluse dalla ripartizione. Sarei infatti curioso di sapere,se eventualmente ricevessero la parte spettante loro,come e per quale scopo venissero erogati alle asl.