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Addio a Pannella, leader radicale autore di battaglie per i diritti

Marco Pannella è morto. Il leader radicale si è spento giovedì intorno alla 14 nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede.

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Marco Pannella è morto. Il leader radicale si è spento giovedì intorno alla 14 nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede. Pannella aveva compiuto 86 anni lo scorso 2 maggio e le sue condizioni, lottava con un tumore al fegato e uno ai polmoni, si erano aggravate mercoledì pomeriggio.

Dallo scorso marzo si erano intensificate le notizie su un aggravamento delle sue condizioni e l’anziano leader aveva interrotto tutte le attività pubbliche e si era ritirato nella sua casa di Via della Panetteria dove aveva ricevuto le visite e l’omaggio di moltissimi compagni e uomini politici. Fra questi anche il premier Matteo Renzi che è stato il primo a commentare la notizia: “Un grande leader politico italiano, protagonista di tante battaglie. Vorrei tributare un grande omaggio a questo coraggioso combattente per la libertà”.

Così scrive di lui Marco Damilano sull’Espresso (qui l’articolo intero): … Ora che non c’è più, in molti spereranno di vederlo prendere la parola al suo funerale, per non abbandonarla. Alzandosi in piedi, come aveva fatto una volta citando il Calvero di Chaplin in “Luci della ribalta”, Marco Pannella dirà: “Non vi preoccupate, sono già morto tante volte.

La morte, la vita, la fame, la sete, i liquidi, la pipì. Il corpo come arma di lotta politica: il corpo delle donne, la libertà dell’utero contro il potere delle mammane, il corpo costretto in cella dei detenuti, il corpo prigioniero della malattia come quello di Luca Coscioni, ma anche il corpo di Ilona Staller nell’aula della Camera, con il seno nudo in piazza Montecitorio, a scandalizzare i benpensanti. E, più di tutto, il corpo del Marco, offerto a riscatto dei non rappresentati, quasi cristologico ma più di ogni cosa pannellacentrico, brandito come un oggetto contundente, gettato nella mischia, slentato, deformato. Carne, sangue, guance infossate, labbra screpolate, occhi vitrei. E la voce che non si fermava mai….

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