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“Ha ucciso Yara con crudeltà”: l’Accusa chiede ergastolo con isolamento per Bossetti

Ergastolo con isolamento diurno di sei mesi per omicidio volontario con le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa. E' la richiesta avanzata dal pubblico ministero Letizia Ruggeri

Ergastolo con isolamento diurno di sei mesi a Massimo Giuseppe Bossetti, per omicidio volontario con le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa.

E’ la richiesta avanzata dal pubblico ministero Letizia Ruggeri al termine della lunga requisitoria del processo per il delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.

Nella sua dettagliata relazione durata quasi due udienze, oltre 12 ore, il pm ha ricostruito dettagliatamente tutte le fasi del caso Yara. Dalla sua scomparsa al giorno del ritrovamento del cadavere, fino all’arresto di Bossetti e alla sua permanenza in carcere.

Nella conclusione, iniziata verso le 19 di mercoledì 18 maggio e lunga circa 45 minuti, la Ruggeri ha tracciato un profilo di Bossetti, presente in aula, come sempre tranquillo e a tratti sorridente: “L’imputato ha una tendenza a cercare di tradire la moglie con donne di qualsiasi età, come dimostrato dagli episodi dell’incontro con la ragazzina – che probabilmente non era Yara – fuori dal cimitero di Brembate, o dall’appuntamento serale con la donna a cui doveva vendere una cornice ma che poi ha cercato di approcciare.

Inoltre è abituato a mentire. Lo faceva con i colleghi, anche su cose gravi come quando ha finto di avere due tumori e di essere stato denunciato dalla moglie per percosse. Non a caso lo chiamavano il favola. Ha detto bugie anche in carcere, come quella dei 586mila euro che gli avevano sequestrato o quella del colpo di pistola ricevuto alla schiena. E l’ha fatto anche nel corso degli interrogatori e delle deposizioni spontanee qua in Aula, in cui ha sempre negato ogni coinvolgimento in questo efferato delitto”.

Il pm ha poi parlato del possibile movente: “Potrebbe anche non esserci un movente. Ricordate il caso di Roberto Paribello, il camionista di Verdellino, che nel 2002 dopo una banale discussione in autostrada stordì con un colpo alla testa, sequestrò per un giorno, e infine strozzò e gettò in un canale una 24enne? Ecco, potremmo essere di fronte a un caso simile, di una ragazza uccisa senza un motivo particolare”.

Ruggeri ha poi illustrato la possibile modalità del delitto: “Probabilmente Bossetti non conosceva nemmeno Yara. Intorno alle 18.44 di quella sera l’ha incontrata per caso fuori dalla palestra e l’ha convinta a salire sul furgone. O magari può averla anche tramortita con un colpo alla testa già lì in via Morlotti, chi lo può dire. Poi l’ha portata in quel campo dove è stata trovata. Lei ha cercato di fuggire ma lui l’ha raggiunta e l’ha uccisa. O meglio, ne ha provocato la morte dopo diverse ore di agonia su quel terreno, infierendole una serie di tagli che non potevano provocare una morte istantanea. E poi l’ha abbandonata lì ed è andato a casa come se nulla fosse”.

Infine ha elencato i capi d’imputazione, motivando la richiesta di condanna: “Oltre al reato di omicidio, c’è la calunnia nei confronti del collega Massimo Maggioni che ha accusato del delitto e le due circostanze aggravanti: la minorata difesa, essendo un uomo di 40 anni contro una 13enne e, la seconda, quella delle sevizie e della crudeltà nell’agire. Quindi chiedo che l’imputato venga condannato all’ergastolo con sei mesi di isolamento diurno”.

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