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Caso Carona, il sindaco decaduto: “Brembo Ski investimento necessario”

L'ex sindaco di Carona Gianalberto Bianchi risponde alle accuse: "Brembo Ski? Investimento necessario per la sopravvivenza dell'impianto, ma parte dei soldi sarebbe andata ai lavoratori senza stipendio. Metodi autoritari e intimidazioni? Strumentalizzazioni per mandarmi a casa".

L’ex sindaco di Carona Gianalberto Bianchi risponde alle accuse. La sua carica da primo cittadino è decaduta dopo che, nella mattina di sabato 14 maggio, sei consiglieri comunali su dieci, tre della maggioranza (l’ex vice sindaco Tarcisio MiglioriniAngelo Bagini e Giancarlo Pedretti) e tre della minoranza (Mauro Arioli, Giorgio Bianchi e Franco Musati), avevano rassegnato le dimissioni (leggi qui)

“Un atteggiamento troppo autoritario quello del sindaco – aveva commentato Migliorini a Bergamonews (leggi)– . Per il bilancio ha deciso tutto lui, senza sentire gli altri componenti del gruppo”.

Tra i punti contestati l’aumento di capitale per 560.000 euro della Brembo Super Ski (leggi), la società di gestione degli impianti di risalita dei Comuni di Carona, Foppolo e Valleve, contro la quale dovrebbe essere presentata un’istanza di fallimento da parte dei lavoratori per il mancato pagamento degli stipendi. Nei casi limite, anche da più di un anno.

Viste tutte le incertezze legate alla questione Brembo Ski, perché investirvi così tanti soldi?

“Era un investimento necessario, finalizzato all’innevamento artificiale dell’impianto. Stiamo parlando di un’operazione indispensabile per tutto il comprensorio sciistico. Senza neve non si scia, e senza sciatori mi dica lei dove si va a finire. Quel bilancio rappresentava il futuro del paese: era stato condiviso con tutta la Giunta e con parte dei consiglieri. A monte c’era già una variazione di bilancio, approvata da tutti, che deliberava il trasferimento dei fondi alla società degli impianti di risalita. Ora dovevamo solo confermarla e avevamo raccolto pareri favorevoli. Quei fondi arrivavano dagli accertamenti Imu e Ici dell’Enel, ragion per cui non si accendeva alcun mutuo e non si toglievano soldi alle opere pubbliche, perché con l’avanzo di bilancio avevamo a disposizione 300.000 euro per altri lavori in paese. Invece adesso…”

Invece adesso?

“Adesso resteranno lì dove sono, fermi e inutilizzati. Forse chi mi attacca parlando della situazione Brembo Ski e dei mancati pagamenti ai lavoratori non sa che parte di quei 560.000 euro sarebbero stati utilizzati per pagare gli arretrati. O forse lo sapeva benissimo, ma era più importante mandare a casa il sindaco”.

Di quanti soldi si parlava da destinare ai lavoratori senza stipendio?

“All’incirca 200.000 euro”.

Una cifra che – a fronte di un debito di 300.000 euro con i soli lavoratori al 31 gennaio 2016, e oggi certamente aumentato – non sarebbe comunque bastata a rientrare, tant’è che i lavoratori avrebbero deciso di presentare al Tribunale di Bergamo un’istanza di fallimento nei confronti della società.

“Non essendo più sindaco, e quindi non avendo più un ruolo da azionista nella società, non mi sento di esprimere alcun parere sulla situazione Brembo Ski. Posso solo dirle che a San Simone ha nevicato a metà gennaio. Mi dica un po’ lei come si fa a non essere in difficoltà. Si pensava che il 2015 fosse stato l’annus horribilis, e invece quest’anno è andata ancora peggio”.

E sui metodi di gestione della società, definiti da Migliorini ‘poco trasparenti’?

“Sono del parere che ognuno dovrebbe pensare a far bene il suo mestiere. Migliorini lavora con la Croce Rossa, che pensi a fare quello”.

Nella lettera di dimissioni l’ex vice sindaco e i cinque consiglieri parlano di “clima di pesante tensione” provocato da una condotta, a loro dire, troppo autoritaria da parte sua, arrivando a denunciare “intimidazioni” e “aggressioni verbali” nei loro confronti persino ai carabinieri.

“Sono tutte strumentalizzazioni. Le pare normale che tre consiglieri della maggioranza si rivoltino contro il loro sindaco? Semplicemente, a differenza mia, non credevano nel progetto Brembo Ski, così si sono messi di traverso e hanno preso la palla al balzo. In ogni caso, quando c’è di mezzo il futuro del paese, credo sia normale alzare i toni. Ma ora il risultato qual è? Glielo dico io: abbiamo un Comune commissariato e centinaia di migliaia di euro di fondi inutilizzati. E in futuro, chi lo sa, magari rischiamo di fare la fine di Piazzatorre. Del resto, la scelta di far cadere la Giunta ha portato a questo. Pensavo che l’ex vice sindaco e gli altri dimissionari avessero un po’ più a cuore il bene di Carona, ma evidentemente mi sbagliavo”.

Inutile a questo punto chiederle se è preoccupato per le sorti del Comune dell’alta Valle. Piuttosto, ha intenzione di ricandidarsi in vista delle prossime elezioni?

“Al momento non voglio pensarci. Devo ancora smaltire quanto è successo”.

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