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“Associazione a delinquere per Bocia e 5 ultrà”, parlano i poliziotti

Nel pomeriggio di mercoledì 18 maggio hanno sfilato di fronte al giudice Giovanni Petillo tre agenti della questura cittadina: Alfredo Addato, Corrado Citaristi e Giuseppe Viganò

Prima udienza del processo ai sei ultrà atalantini, tra cui il Bocia Galimberti, rinviati a giudizio per associazione a delinquere.

Nel pomeriggio di mercoledì 18 maggio hanno sfilato di fronte al giudice Giovanni Petillo tre agenti della questura cittadina, specializzati in questioni di ultrà: Alfredo Addato, Corrado Citaristi e Giuseppe Viganò. I tre hanno ricostruito alcuni episodi “caldi” che hanno coinvolto gli ultrà nerazzurri. Dagli scontri prima di Atalanta-Catania del 2009, agli incidenti della Berghem fest di Alzano Lombardo del 2010, passando per l’accesa protesta al centro Bortolotti di Zingonia nei confronti della dirigenza Ruggeri.

Non erano in aula i sei tifosi rinviati a giudizio dopo l’indagine del pubblico ministero Carmen Pugliese: oltre al leader della Curva Nord, Claudio Galimberti, gli altri imputati sono Andrea Piconese, Andrea Quadri, Luca Valota, Giuliano Cotenni, Davide Pasini.

Nelle sue domande ai tre agenti chiamati a testimoniare, la pm Pugliese ha cercato di far emergere in particolare il ruolo dei sei imputati nelle azioni del gruppo di ultrà nerazzurri.

Gli avvocati dei sei, Enrico Pelillo, Federico Riva, Andrea Pezzotta e Giovanni Adami, hanno depositato una lista di circa quaranta testimoni. Tra loro numerosi tifosi nerazzurri, già processati e scagionati dal primo maxi processo (dal quale era stato escluso proprio il corpo di reato dell’associazione a delinquere) concluso il 20 aprile dello scorso anno con condanne complessive per 47 anni, 10 mesi e 10 giorni di carcere e risarcimenti per quasi 90 mila euro ai 147 coinvolti.

Ma non solo, perché nell’elenco dei testi richiesti figurano anche alcuni terremotati de L’aquila, che la Curva Nord aveva aiutato con una serie di donazioni economiche, oltre a mogli e compagne dei tifosi per testimoniare il loro impegno nel sociale.

C’è infine Andrea Mastrovito, artista bergamasco da sempre molto vicino agli ultrà nerazzurri, in particolare al Bocia, tanto che ha raffigurato il suo volto nel dipinto su vetrata di Gesù in croce nella chiesa del nuovo ospedale di Bergamo.

La prossima udienza è stata fissata per il 31 maggio. 

Il settimo imputato, il segretario della Lega Nord Daniele Belotti, difeso dall’avvocato Marco Saita, era stato invece prosciolto lo scorso 21 gennaio dall’accusa di concorso esterno.

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