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Nati dal coworking, inventano app: Tiknil, storia di successo di Fabio e Riccardo

Fabio Butti e Riccardo Tribbia sono i due fondatori di Tiknil, startup di successo che opera nel campo delle app per dispositivi mobili.

Il percorso iniziato tre anni fa nello spazio di coworking del Talent Garden di Dalmine è arrivato ad un traguardo importante: la Tiknil di Fabio Butti e Riccardo Tribbia, due giovani bergamaschi classe 1986, ad aprile si è costituita come Srl.
Non il primo, perchè nella loro seppur giovane carriera Fabio e Riccardo hanno già messo radici a Gorle e Trento (dove è stata fondata Tiknil), le due basi operative della società: non hanno abbandonato la logica del coworking, che ritengono uno dei loro punti di forza insieme alla capacità di fare veramente rete.
Tiknil è specializzata nella realizzazione di app di ogni tipo, per le quali il cliente viene accompagnato sin dalle fasi dell’ideazione e della progettazione e poi fino allo sviluppo, gestione ed evoluzione.
La filosofia che sta alla base della società viene espressa chiaramente anche nel nome e nel simbolo: “Tiknil significa link it al contrario e il nostro logo è un nodo – spiega il CEO Riccardo Trebbia –. Nel mondo dell’informatica le competenze si dividono ed avere una app ‘solitaria’ a volte non ha molto senso: per noi lo assume all’interno di processi aziendali che necessitano di una soluzione. Ecco perchè a nostro avviso è importante fare rete con i professionisti del settore e non, costruire un team che comprenda anche bravi grafici, sviluppatori web e agenzie di comunicazione. Avere al fianco un network di persone con le quali confrontarsi su aspetti diversi per noi è stato importante, ci ha aperto gli occhi. Consiglieremmo a tutti di sperimentare il coworking, rimanere aperti sia dal punto di vista tecnologico ma anche da quello dei rapporti”.

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Dopo essere cresciuti insieme a Ranica, Fabio e Riccardo si sono ritrovati tra i banchi della facoltà di Ingegneria di Dalmine: “Entrambi coltivavamo il sogno imprenditoriale – spiega Riccardo – Pur avendo già dei lavori che ci piacevano nel settore, abbiamo deciso di fare il grande passo con il portale di e-commerce cellulariusati.net: è stato il nostro primo progetto che ci ha portato inizialmente a sviluppare anche siti web, mentre poi abbiamo deciso di concentrarci solamente sulle applicazioni native per iOS e Android”.

Fedeli ai propri studi, i due ragazzi di Tiknil hanno sviluppato soprattutto applicazioni di concretezza, che forniscono servizi aggiuntivi in processi più ampi: “Al momento abbiamo maturato molta esperienza nelle app che ‘comunicano con’, soprattutto nei settori automotive, bici elettriche, fitness, domotica, ma ci stimola realizzare anche qualcosa di diverso”.

Non sempre, però, la richiesta del cliente può essere esaudita ed è capitato che un’idea di app fosse irrealizzabile: “Tra le più simpatiche ricordiamo sempre la proposta di un ragazzo: voleva che sviluppassimo un’applicazione in grado di tradurre in simultanea la parlata errata del figlio piccolo che solo la madre era in grado di comprendere”.

Dalla collaborazione con alcune startup sono nate Shelly, l’app per la sicurezza di persone e animali, il social network basato sulla geolocalizzazione Crumbee, ed Easynurse, interscambio di servizi a livello infermieristico che si sta sviluppando tra Monza e Milano grazie alla startup di altri due giovani.

“Siamo partiti con risorse nostre e nel nostro percorso abbiamo trovato il supporto fondamentale di alcuni mentori – spiega Riccardo – Il nostro obiettivo ora è quello di strutturarci sempre meglio: fino a qui la difficoltà maggiore è stata forse farci conoscere nel modo giusto, per arrivare al giusto match con il cliente, facendo incontrare domanda e offerta”.

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