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L’avvocato: “Bossetti è sottoposto a terapie di psicofarmaci” fotogallery video

Il legale del carpentiere di Mapello a processo per il delitto della tredicenne: "Il fatto che sia abbronzato dipende da quei pochi raggi di sole che possono penetrare attraverso le sbarre e nell’ora d’aria"

Dopo l’ultima udienza del processo per il delitto della tredicenne Yara Gambirasio (LEGGI QUI), in cui il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha iniziato la sua lunga requisitoria, torna a parlare Claudio Salvagni, avvocato di Massimo Giuseppe Bossetti, unico imputato per il brutale delitto della ragazzina

“Non mi aspettavo una requisitoria così lunga –ha affermato Salvagni alla trasmissione “Legge o giustizia” di Radio Cusano Campus -. Non ha alcun senso ricostruire tutta la fase delle indagini perché diventa un’autocelebrazione dell’inchiesta, come del resto è stato tutto il processo. C’è un dato oggettivo: loro ritengono che quel dna sia di Bossetti, da lì bisogna partire. Andare a disquisire per ore sulla questione di Giuseppe Guerinoni non ha alcun senso.

Noi abbiamo sentito pronunciare il nome di Bossetti alle 5 del pomeriggio, dopo che la requisitoria era iniziata da 6 ore. Possiamo parlare quanto vogliamo, ma alla fine gli elementi a carico di questa richiesta di condanna sono veramente scarni, benché se ne parli per ore. Attenderemo questa seconda parte di requisitoria per capire quali siano le prove a carico, e dico prove non indizi.

Questo mezzo dna, con tutti i sé e con tutti i ma che lo hanno accompagnato, sarà sufficiente alla condanna? Anziché trovare la risposta al fatto che non è stata trovata l’altra parte di dna, dicono che quella parte di dna non è importante. Il dna mitocondriale è la prova del nove, se quella non torna non è che si può dire che non è importante”.

Salvagni ha poi parlato dell’abbronzatura di Bossetti il giorno dell’ultima udienza, evidenziata da diversi organi di stampa. “Premesso che Bossetti è sottoposto a terapie di psicofarmaci –ha spiegato Salvagni-. Il fatto che sia abbronzato dipende da quei pochi raggi di sole che possono penetrare attraverso le sbarre e nell’ora d’aria.

Hanno sempre cercato di fare un processo alla persona. Si devono far coincidere dei punti: se c’è un punto di partenza e un punto d’arrivo che sono distanti, la strada per unire questi due punti è stata adattata. Il processo a Bossetti non deve essere fatto di suggestioni: le lampade, le sue abitudini sessuali, ecc… Il processo deve stabilire se è un assassino o no e deve farlo con le prove, non con le suggestioni”.

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