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Nasce il laboratorio di restauro e conservazione della Biblioteca Mai

Vi lavorano sei persone disabili. L'assessore Maria Carolina Marchesi “Si realizza così una vera inclusione”.

È stato inaugurato lunedì 16 maggio il nuovo Laboratorio di restauro allestito all’interno della Biblioteca Civica Angelo Mai.

Un progetto di grande valenza culturale, ma anche sociale, nato dalla collaborazione tra gli Assessorati alla Cultura e alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo e che vede coinvolte la Biblioteca Mai, il Servizio in favore dei disabili ed il Consorzio Solco Città Aperta che gestisce in co-progettazione i servizi cittadini per la disabilità. L’intento è infatti quello di promuovere una cultura civica che incoraggia le persone diversamente abili ad assumere ruoli attivi e responsabili all’interno della comunità.

Dopo i necessari interventi di ristrutturazione e la messa a norma, i locali al terzo piano di Palazzo Nuovo, un tempo adibiti ad abitazione del custode della Biblioteca, sono stati allestiti a laboratorio grazie al generoso contributo del Club Amitiè sans frontieres Bergamo e dell’Associazione Amici della Biblioteca Civica Angelo Mai, che hanno provveduto all’acquisto dell’arredo tecnico e delle idonee attrezzature da utilizzare nel laboratorio per le diverse attività previste.

“Compito prioritario della Biblioteca Civica e degli Archivi storici è di tutelare e conservare il patrimonio, con l’adozione da parte del Direttore, che ne è il custode, di ogni necessario e opportuno provvedimento”: così recita il Regolamento della Biblioteca storica cittadina. La realizzazione di un laboratorio di primo intervento per la conservazione di libri e documenti risponde quindi ad uno dei compiti istituzionali della Biblioteca, custode del patrimonio librario storico del Comune e di numerosi archivi pubblici e privati dei quali deve curare la tutela, la conservazione e la valorizzazione.

L’immensa mole di materiale cartaceo necessita di ambienti idonei alla conservazione dal punto di vista climatico e della sicurezza e di specifici interventi che possono giungere sino al restauro, quando necessario. Nel moderno concetto di tutela è oggi considerata fondamentale la conservazione preventiva: l’insieme cioè delle operazioni ordinarie e continuative che consentono di mantenere in condizioni ideali libri e carte attraverso la spolveratura (realizzata con pennelli morbidi e aspiratori idonei), la pulitura con speciali gomme e altre piccole azioni manutentive.

Il laboratorio intende rispondere a queste esigenze e, grazie alla pronta adesione del Servizio in favore dei disabili, realizza il progetto di tutela anche in termini di inclusione sociale: il gruppo di lavoro (composto da 6 persone disabili) sotto la guida esperta di un restauratore e con il coordinamento e la supervisione educativa del servizio, potrà offrire una prestazione importante per l’Istituto e quindi per la collettività, svolgendo al contempo un percorso formativo e occupazionale in normali contesti lavorativi per l’apprendimento graduale di competenze manuali e tecniche, l’approfondimento e lo sviluppo di abilità e capacità sociali, di relazione e produttive, il tutto finalizzato all’integrazione e all’autonomia.

“La biblioteca è il cuore culturale di questa città, – commenta Maria Carolina Marchesi, Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Bergamoma anche il luogo del pensiero colto che poche volte viene accostato alla fragilità, che da oggi abita questo luogo. E lo abita da protagonista, in modo attivo, realizzando uno scambio tangibile di competenze e di impegni, costruendo un miglioramento della coesione sociale e portando a compimento un lavoro di inclusione vera.”

“Vorrei sottolineare – spiega l’Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti il valore della collaborazione tra cittadini, collaborazione indispensabile per raggiungere l’obiettivo della conservazione del patrimonio della biblioteca. Per la prima volta la Biblioteca Mai ha un laboratorio di conservazione e di restauro e lo fa grazie a un progetto civico, dal grande carattere educativo di trasmissione delle competenze. Questi libri raccontano il nostro passato, ma anche il nostro futuro e siamo sicuri che questa iniziativa si potrà rinnovare per molti anni a venire. Ora la biblioteca ha qualcosa in più, quella caratteristica di prendersi cura del patrimonio librario, un elemento in più di quell’amore per la cultura che da sempre contraddistingue questo luogo.”

Lo spazio sarà intitolato alla memoria di Angelo Borella che ha collaborato a lungo con la Biblioteca dando un contributo di lavoro importante per l’Istituto e offrendo un esempio virtuoso di integrazione umana e sociale.

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