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Genoa-Dea, Nappi il nostalgico: “Bergamo è stata il mio scudetto”

Quando giocava era uno spettacolo vederlo, non solo per il suo numero da circo quando faceva la foca e si portava a spasso il pallone di testa per una cinquantina di metri.

Quando giocava era uno spettacolo vederlo, non solo per il suo numero da circo quando faceva la foca e si portava a spasso il pallone di testa per una cinquantina di metri.

Adesso se lo cercate su wikipedia prima di lui compare una pornostar che di nome fa Valentina, ma non sono parenti. Lui si chiama Marco, ma in realtà a Bergamo quindici anni fa tutti lo conoscevano come Nippo: Nippo Nappi, tirali matti, era lo slogan che campeggiava sugli striscioni dei tifosi.

E ancora adesso lo cercano, gli sono vicini come se fosse ancora in campo con la maglia nerazzurra. Lo chiamiamo, il doppio ex di Genoa-Atalanta, venerdì 13 maggio e davvero è un caso, però non è una data qualsiasi: “Sto rispondendo ai tifosi sulla mia pagina Facebook”, sorride, un po’ commosso, “mi stanno arrivando un sacco di auguri, oggi compio 50 anni”.

E a parlare di Atalanta, di Bergamo, si illumina come se stesse entrando in campo e tutto lo stadio lo accompagna con gli immancabili cori, lui che è romano ma a parte l’Urbe Tevere all’esordio non ha mai giocato nella Roma o nella Lazio. Però ha collezionato ben 189 presenze nel Genoa (e 44 gol in campionato, in sei anni rossoblù) e 48 presenze nell’Atalanta (e 4 gol nei due anni nerazzurri). Nappi, l’ha vista qualche volta l’Atalanta quest’anno? “Come no, a Roma quando ha giocato contro la Lazio. Ha disputato una buona gara anche se non è finita bene, ma era un momento un po’ così, del resto quest’anno è stato un campionato strano per tutti. A parte il duello tra Juve e Napoli c’è poco da ricordare”.

E dei nerazzurri cosa dice? “Hanno conquistato la salvezza che si aspettavano, però… però io penso che Bergamo abbia tutto per puntare a qualcosa di più della permanenza in serie A, sempre lanciando i suoi giovani. Devo anche dire che mi ha fatto molto piacere vedere segnare Bellini, che quando io ero all’Atalanta (1999-2001) iniziava la sua carriera, era poco più che un bambino… Pensate che sulla mia pagina Facebook un ragazzo di Bergamo mi ricordava che domenica era allo stadio con la mia maglia e mi diceva: uno spettatore vedendo il nome Nappi mi ha detto, eh bei tempi quelli! Mi sono commosso…pensare che io ho giocato solo due anni a Bergamo ma mi ricordano ancora come se avessi vinto lo scudetto”.

Beh chi non apprezzava Nappi? La sua voglia di giocare, la sua passione, il suo impegno dal primo all’ultimo minuto, le sue corse incredibili: “Sì, mi rendo conto che il mio modo di giocare piaceva ai tifosi, io ero uno che non mollava mai, poi la professionalità è fondamentale. E ho fatto una doppietta al Milan, cose che restano negli annali”.

Con Vavassori, il suo allenatore, che la incitava, un altro che non mollava mai: “Mamma mia, il Vava… devo ringraziarlo anche se sono un po’ arrabbiato con lui, perchè se l’avessi conosciuto prima… Io ero un po’ anarchico tatticamente, ma il Vava mi ha insegnato molto”.

E di questa Atalanta cosa le piace? “Beh Gomez è un po’ simile a me, piccolo e bravo tecnicamente. Anche Borriello ha qualità che non si discutono. L’Atalanta ha sofferto un po’, si era un po’ impelagata, ma ora ha ritrovato la classifica e i risultati che aspettava”.

Lei quale allenatore suggerirebbe per la prossima stagione? “Marco Nappi… Eh mica scherzo. Sono perfino andato in Calabria per allenare, con tanto entusiasmo, poi però sono capitate delle cose che… meglio che certe persone vadano a zappare. Comunque mi piacerebbe allenare anche nel settore giovanile, mi piacerebbe da morire poterlo fare all’Atalanta, sarebbe come allenare la Nazionale in un centro sportivo che è un gioiello, a Zingonia”.

E il suo Genoa? “Ah il Genoa in casa sua può battere anche il Real Madrid, quel che gli manca sono i risultati fuori casa… Peccato, perchè se il Sassuolo è lì, potevano esserci anche loro, un po’ come noi dell’Atalanta nel 2001 quando siamo arrivati a un passo dall’Europa. Certo domenica il Genoa se la giocherà perché a prescindere dal decimo posto c’è ancora Gasparini in bilico: io terrei lui, è una garanzia. Comunque sarà partita vera”.

Per fortuna rientra Gomez. “Adesso che è diventato italiano potrebbe davvero far comodo alla Nazionale, ma io tutti questi oriundi, da Thiago Motta a Camoranesi a Paletta, mi sembra un po’ troppo. Anche Pavoletti meriterebbe la Nazionale. Però domenica attenti a Borriello, ha già fatto due gol col Carpi a Genova, vedo che è dimagrito e in splendida forma, la sua classe non si discute”.
Allora rivedremo Nippo Nappi a Bergamo? “Io voglio fare la gavetta e poi… spero tanto di poter allenare nel settore giovanile dell’Atalanta, sarebbe un sogno”.

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