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Si finge povero e riscuote gli assegni familiari: denunciato imprenditore del Sebino

La Brigata della Guardia di Finanza di Costa Volpino ha scoperto, tra il 2015 e i primi mesi di quest’anno, dodici situazioni di “indebita percezione di contributi sociali da parte di ‘finti poveri’ che, in varie circostanze, hanno finto situazioni di indigenza per ottenere gratuitamente servizi e assegni”.

Tra quelli resi pubblici – che riguardano impiegati e lavoratori autonomi -, il caso che spicca è senza dubbio quello del titolare di un’impresa completamente sconosciuta al fisco, operante nel settore della messa in opera di serramenti ed infissi, che oltre a non presentare le dichiarazioni dei redditi e non pagare le imposte (i guadagni, secondo l’anno sottoposto a controllo da parte dei finanzieri, ammontano a oltre 200mila euro), ha perfino deciso di autocertificarsi una situazione economica difficoltosa per richiedere a un comune dell’Alto Sebino assegni per il mantenimento del nucleo familiare per i tre figli minori per quasi 2mila euro.

Stessa identica cosa aveva fatto due anni prima quando, omettendo dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica (il documento che autocertifica la posizione reddituale e patrimoniale familiare del soggetto che chiede prestazioni sociali agevolate) la proprietà di un appartamento intestato alla figlia minore ed il patrimonio netto della propria impresa, aveva potuto beneficiare dello stesso contributo di quasi 2mila euro.

L’imprenditore, oltre ad essere stato denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo per il reato di omessa dichiarazione di ricavi derivanti dalla propria attività, non dichiarata e per la distruzione e l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie (che aveva ben pensato di far sparire, al fine di celarsi al fisco), è stato anche segnalato agli organi competenti per i rilievi legati “all’uso di atto falso e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, al fine del recupero dei contributi indebitamente percepiti.

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