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Legambiente sul piano sosta: ovvio che i residenti paghino; no all’ex Faunistico

Lettera aperta di Legambiente Bergamo sulle proposte del Comune di Bergamo sulla sosta.

Nicola Cremaschi per Legambiente Bergamo interviene sulle proposte del Comune relative alla sosta in città.

In questi giorni stiamo leggendo sulla stampa cittadina varie opinioni in merito alle iniziative sulla sosta proposte dall’amministrazione. Parliamo, volutamente, di “iniziative” e non ancora di “Piano” in quanto il quadro generale, con i dati necessari e le relative analisi non è ancora stato reso pubblico. Una scelta comunicativa frammentata che auspichiamo indichi la volontà dell’amministrazione di ricevere contributi.

Ci permettiamo di entrare nel dibattito cercando di portare degli elementi che articolino alcuni punti e ne introducano altri che ci paiono, in questo momento, essere stati ignorati.

Tra gli argomenti resi noti finora quello che ha scaldato di più le opinioni è quello relativo al pagamento del posto auto ai residenti del centro. A noi, in termini di diritto, sembrerebbe un’ovvietà: un privato che chiede l’occupazione regolare e continuativa di uno spazio pubblico deve riconoscere qualcosa al Comune di riferimento.

Il “diritto” al parcheggio sotto casa non è un diritto sancito né dalla costituzione né dal codice della strada. Si sta mettendo mano, insomma, ad un vizio e ad un’anomalia tutta italiana e molto bergamasca.

Molti nel dibattito a cui abbiamo assistito pongono correttamente una richiesta di equità e distributività: se un privato paga un servizio, questo deve essere fornito in maniera corretta. Riteniamo che la questione sia facilmente risolvibile permettendo ai residenti con permesso di parcheggiare nelle strisce blu (esattamente come si fa a Varese).

C’è un dato, invece, sul quale non troviamo informazioni chiarificanti pur essendo necessario per una distribuzione delle risorse in termini di equità: quante auto a nucleo familiare? Basta pagare per avere i permessi o la Giunta avrà il coraggio di porre delle regole chiare e funzionali per tutti? Possiamo ipotizzare un limite di 2 permessi a nucleo famigliare come a Padova indipendentemente dal numero di patenti?

Non troviamo indicazioni, invece, ed avanziamo conseguentemente la proposta, sulla possibilità di prevedere l’attivazione delle “strisce rosa”: permessi a tempo finalizzati all’agevolazione della maternità, stalli riservati a donne incinte e a famiglie con bambini di età inferiore ai 3/4 anni.

Altrettanto non troviamo indicazioni relative alla sosta di mezzi diversi dall’automobile nonostante nella “Strategia” sia enunciata la volontà di incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità ciclopedonale. Ci piacerebbe che nella rimodulazione delle aree di sosta venga sottratto un parcheggio ogni 5 alla sosta a raso delle automobili a favore della creazione di stalli per bici e moto.

Nel documento presentato si dichiara che l’aumento dei proventi andrà a finanziare politiche di mobilità sostenibile. Abbiamo lette le proposte e riteniamo che siano interessanti fatto salvo il continuare ad insistere sulla creazione di parcheggi in struttura prossimi al centro: Bergamo ha una quantità di posteggi in struttura, perennemente liberi, enorme.

Abbiamo monitorato la situazione e soltanto i parcheggi ufficiali indicati nei tabelloni (poi ce ne sono molti altri, come sappiamo) mostrano circa 800-1000 posti costantemente disponibili. Questo dato non è più ignorabile. Un piano della sosta che non tenesse conto di questo aspetto sarebbe un autentico paradosso. Anzi, questa costante disponibilità dovrebbe far riflettere sulla necessità degli stalli a raso.

Vale la pena di aggiungere un altro dato: tempo fa ci venne detto da un assessore alla mobilità del Comune di Bergamo che gli spazi nelle strisce blu sono occupati (pagati) solo per il 50% del tempo. Che detto in altri termini ha solo due letture possibili: o i bergamaschi hanno il vizietto di parcheggiare e non pagare oppure ci sono posti in sovrabbondanza. Lasciamo ad ognuno le opportune ipotesi limitandoci a suggerire che nell’uno e nell’altro caso concordiamo sull’opportunità di incentivare l’uso dei parcheggi in struttura. In città Bassa.

Diverso il discorso per quel che riguarda Città Alta su cui pende quella spada di Damocle che si trascina di amministrazione in amministrazione chiamato “Parcheggio dell’ex parco Faunistico”. Pare che l’attuale amministrazione sia intenzionata a portare a termine il progetto nonostante tutte le evidenti contraddizioni e insensatezze che lo caratterizzano. Per come la vediamo noi è un gioco estremamente pericoloso con conseguenze sulla città di portata cinquantennale.

Concludiamo con questo tema anche se riteniamo che il documento rilasciato apra una molteplicità di spiragli sui quali ci piacerebbe che il dibattito cittadino si arricchisca.

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