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Carlo Pestelli presenta “Bella Ciao, la canzone della libertà”

“BELLA CIAO la canzone della libertà” viene presentato sabato 14 maggio alle 20 al Caffè Libreria Macondo di Bergamo, via Moroni 16.

A fine aprile, in concomitanza con le ricorrenze della Liberazione, è uscito un nuovo libro a metà tra cronaca e ricerca, dedicato al canto BELLA CIAO, il canto di tradizione italiana che ha preso ormai il volo dal momento storico resistenziale, per divenire uno dei motivi musicali più diffusi al mondo e sinonimo per certi versi del canto di libertà.

“BELLA CIAO la canzone della libertà” viene presentato sabato 14 maggio alle 20 al Caffè Libreria Macondo di Bergamo, via Moroni 16, un circolo nato da poco che ha impostato una intensa attività culturale con presentazioni, conferenze, concerti e recite in tutti i giorni della settimana. La presentazione è condotta dall’autore, il torinese Carlo Pestelli, cantautore con vari dischi all’attivo e professore di linguistica, giovane ma attento conoscitore del canto popolare e di tradizione, in particolare dell’esperienza torinese dei Cantacronache, che a cavallo degli anni 50 e 60 vide uniti poeti, scrittori, musici per un progetto di “nuovo canto popolare”, con Italo Calvino, Michele Straniero, Fausto Amodei, Margot Galante Garrone ed altri. La prefazione del libro, garanzia di qualità, è stata scritta da Moni Ovadia.

Insieme a Carlo Pestelli parla del libro Dario Cangelli, presidente della sezione bg “Eugenio Bruni” dell’ANPI, ente che collabora all’iniziativa. L’abbinamento non è solo ideologico: Cangelli è impegnato da lustri sul fronte del canto popolare che provvede a tenere vivo e a contestualizzare con lo studio e la ricerca e con gruppi musicali come Pane e Guerra.

Il canto “Bella ciao”, oltre ad essere così tanto “cantato”, è anche oggetto di approfondimenti e dispute che incuriosiscono ed appassionano. Dice in merito Pestelli che “non c’è canzone al mondo capace di scatenare entusiasmi di piazza, cori, euforia come Bella ciao, ma allo stesso tempo non c’è canzone così capace di suscitare dibattiti e dividere gli animi.”
Le note e le parole che tutti conosciamo nascondono un’energia che non ha pari nella musica popolare. In ogni manifestazione pubblica, a ogni anniversario, le note di “Bella ciao” sono simbolo di libertà e di liberazione. Ma dove nasce questa canzone?

La storia ha origini incerte: centinaia di indizi e di suggestioni la riconducono a melodie bretoni, trovatori provenzali, mondine italiane, canzoni popolari di amori traditi, canti di protesta, stornelli per bambini. Tracce di passaggi di questa coinvolgente melodia compaiono nelle campagne ucraine, rispuntano nei quartieri degli immigrati a New York, passando dai bistrot degli chansonniers francesi. Ma ci sono anche sospetti e leggende urbane su una composizione autoriale del canto.

L’approdo più noto è quello della Resistenza, ma la storia non si ferma, perché a partire dagli anni 50 Bella Ciao diventa il canto universale che oggi conosciamo, entrando nel repertorio di Yves Montand, Mercedes Sosa e Georges Moustaki, venendo cantata in TV da Michele Santoro ed in chiesa da Don Andrea Gallo, per arrivare fino alle piazze di Hong Kong, Istanbul, Atene, Parigi.

Presentazione a Bergamo del libro “BELLA CIAO, La canzone della libertà” di Carlo Pestelli.

(144 pagine – 9 euro – ISBN 9788867831135 – add editore Torino www.addeditore.it )

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