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“Parcheggio ospedale: si paga solo in contanti, le mie peripezie”

L'inchiesta di Bergamonews sul parcheggio dell'ospedale di Bergamo sta raccogliendo testimonianze e suggerimenti. La lista dei problemi, segnalati nella prima puntata si allunga con la segnalazione di una lettrice.

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L’inchiesta di Bergamonews sul parcheggio dell’ospedale di Bergamo sta raccogliendo testimonianze e suggerimenti. La lista dei problemi, segnalati nella prima puntata (leggi) si allunga con la segnalazione di una lettrice.  

Buongiorno Bergamonews

mi sono imbattuta per caso nei vostri articoli dedicati al parcheggio dell’ospedale di Bergamo. Per caso perché io sono del Milanese e normalmente non leggo i giornali bergamaschi. Ma ieri ho cercato su Google proprio i termini parcheggio ospedale e Bergamo perché mi è capitata una disavventura e volevo capire se davvero la situazione è quella che mi si è prospettata o se ero stata particolarmente imbranata io. Non è successo nulla di grave per carità, eppure sono rimasta colpita e infastidita soprattutto perché successo mentre ero già sottosopra e triste.

Mi sono recata all’ospedale Papa Giovanni in visita a un’amica carissima che, purtroppo, è molto malata. Le ho tenuto compagnia per un’oretta e poi sono tornata a prendere la mia auto, regolarmente parcheggiata, con l’animo in subbuglio e molto addolorata.

Mi sono accorta di non avere contanti e ho cercato di pagare con la carta di credito, come succede un po’ dappertutto. Ho scoperto che non è possibile.

Lì, sperduta in mezzo a centinaia di auto, non sapevo che fare: ho fermato un passante e gli ho chiesto aiuto. Mi ha gentilmente indicato la strada per raggiungere lo sportello bancomat all’interno dell’ospedale, così da prelevare i contanti per pagare la sosta: era lontanissimo, ho impiegato 10 minuti per raggiungerlo e poi mi sono persa, non riuscivo più a trovare la mia vettura.

Finalmente ho raggiunto la mia auto e ho potuto allontanarmi chiedendomi chi e perché debba rendere complicata l’esistenza delle persone nei momenti tutt’altro che sereni, cioè quando si va in un ospedale.

Grazie dell’attenzione

Marcella Righi 

 

 

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