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Gori su riforma costituzionale: “Necessaria, ma se Renzi perde giusto che vada a casa” foto video

"Votare 'Sì' è necessario per avere una democrazia più efficiente, più semplice e più capace di prendere decisioni", commenta il primo cittadino. "Se Renzi perde? Un governo che nasce sulla promessa delle riforme è normale che leghi le sue sorti all'esito di questa consultazione".

Perché votare ‘Sì’ al referendum del prossimo ottobre? “Perché abbiamo bisogno di una democrazia più efficiente, più semplice e più capace di prendere decisioni”.

Queste le parole del sindaco di Bergamo Giorgio Gori in merito al referendum sulla riforma costituzionale a margine dell’incontro organizzato dal Comitato per il ‘Sì’ Bergamo’ alla biblioteca Caversazzi.

Il ddl Boschi pone fine al bicameralismo perfetto, di fatto ridimensiona il ruolo del Senato (non più eletto a suffragio universale) e affida alla sola Camera il compito di votare la fiducia al governo. Passato facilmente a Montecitorio nel suo voto finale (361 favorevoli e 7 contrari) attende ora il verdetto dei cittadini, chiamati alle urne il prossimo ottobre. Servirà la maggioranza di voti favorevoli, ma questa volta nessun quorum.

“Molte delle debolezze che il paese ha denunciato dal punto di vista politico derivano da una fragilità insita nella struttura delle sue istituzioni, e il bicameralismo perfetto – di nome ma non di fatto, sottolinea Gori – ha finito col rallentare sensibilmente l’attività legislativa, abituandoci a vedere leggi passare più volte da un ramo all’altro del Parlamento prima di giungere a conclusione. Per rispondere agli effettivi bisogni dei cittadini e correre al passo dell’Europa, è necessario che la democrazia diventi più agile e disinvolta”.

Chi si oppone alla riforma ha parlato di ‘svolta autoritaria’: “E’ un allarmismo infondato”, commenta Gori.

Tutti pro e nessun contro? “No, ma tra l’immobilismo più totale e una riforma con imperfezioni tutto sommato marginali, scegliere diventa una questione di buon senso” (a non convincere il primo cittadino sono soprattutto la composizione del senato che prevede un sindaco per regione e il ‘taglio’ delle competenze relative alle autonomie regionali).

E sull’ipotetica dipartita di Renzi in caso di vittoria dei ‘no’, afferma: “Un governo che nasce sulla promessa delle riforme è normale che leghi le sorti del proprio esecutivo all’esito di questa consultazione”.

Molto più di un’indiscrezione, il Premier toscano dovrebbe aprire la campagna referendaria sabato 21 maggio proprio a Bergamo:“Una scelta netta, perché in Lombardia la Lega Nord gioca sempre in casa”, conclude Gori. “Che poi abbia scelto la nostra città è un onore e speriamo possa portare fortuna”.

A fianco del leader del centro-sinistra c’era anche l’ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni, ora consigliere regionale: “Con la fine del bicameralismo paritario avremmo una democrazia più funzionale all’epoca moderna. Del resto, la nostra Costituzione si avvia a compiere i 70 anni e in qualcosa andrà pur modificata. O adesso o mai più”.

Tuttavia, se sarà ‘la volta buona’, per dirla alla Renzi, lo si saprà solo il prossimo autunno.

Durante l’incontro sono intervenuti anche i costituzionalisti Ginevra Cerina Ferroni (Università di Firenze e componente della Commissione Governativa per le riforme costituzionali) ed Edoardo Carlo Raffiotta (Università di Bologna, Comitato per il ‘Sì’ di Milano). Presenti anche i portavoce del Comitato Enrico Felli e Alberto Colombelli.

Referendum Gori 2

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