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Salgono sponsor, diritti tv e abbonamenti, ma l’Atalanta chiude il 2015 in rosso

Si chiude con poco meno di 2 milioni di euro di passivo il bilancio 2015 dell’Atalanta Bergamasca Calcio, approvato martedì 10 maggio dall’assemblea degli azionisti.

Anche se meno profondo dell’anno precedente, il 2015 è sempre rosso: -1.906.880 rispetto ai 2 milioni e 800 mila del 2014.

STIPENDI
La voce più importante di costo è quella rappresentata dal monte stipendi dei giocatori. Per il 2015 è stato di 25 milioni e 355 mila euro (-455 mila euro rispetto al 2014), con 3 milioni 800 mila euro corrisposti agli allenatori e ai tecnici. Il costo del lavoro, cioè di tutti i dipendenti della società nerazzurra (102 di cui 43 giocatori) ammonta a quasi 40 milioni di euro ed ha compreso, per il 2015, 4 milioni e 700 mila euro che sono finiti nelle tasche di Stefano Colantuono e del suo staff e dell’ex dg Pierpaolo Marino.

RISTRUTTURAZIONE STADIO E AFFITTO
L’ammodernamento dello stadio Comunale, con pitch view e tribune rimesse a nuovo, è costato complessivamente 5 milioni e 600 mila euro di cui 3 milioni 675 mila iscritti in bilancio alla società nerazzurra, con modalità di rimborso al Comune nei prossimi 4 anni. Ancora aperta la “partita” con l’AlbinoLeffe per la divisione delle spese.
Compreso in questa voce anche l’affitto dello stadio che ha comportato un esborso di quasi 300 mila euro per il 2015.

AMMORTAMENTI
Altra voce che pesa sul bilancio, quasi al pari degli stipendi, è quella che riguarda gli ammortamenti. Oltre 18 milioni, cioè 5 milioni in più rispetto ad un anno fa, frutto dei costi dei cartellini dei calciatori che l’Atalanta ha “spalmato” in un numero di stagioni pari a quelle contrattuali.
Ci sono 11 milioni contabilizzati alla composita voce “servizi”; come ad esempio i ritiri, che nel 2015 sono costati 3.143.000 euro.
Per il vivaio la società ha speso 5 milioni e 600 mila euro, con il settore giovanile che conta 286 tesserati contro i 222 del 2014.
Spigolatura tra i costi minori: le multe sono diminuite drasticamente, da 111 mila euro a 29 mila.

DIRITTI TV E BIGLIETTI
Assolutamente interessante questa voce, nella quale la parte del leone la fanno le plusvalenze dei calciatori. I ricavi sono passati dai 61 milioni del 2014 ai 74 milioni e mezzo del 2015. Un balzo in avanti tutt’altro che indifferente.
I proventi televisivi salgono a poco più di 29 milioni contro i 26 milioni 800 mila euro dell’anno prima, ai quali si aggiungono 2.575.146 euro di proventi da diritti non audiovisivi. In totale un tesoretto fondamentale per la sopravvivenza della società che sfiora i 32 milioni. Salgono drasticamente anche le sponsorizzazioni, che arrivano a toccare quasi i 9 milioni di euro (si erano fermate a 7 un anno fa).
Infine il capitolo biglietti: gli spettatori nel 2015 hanno fruttato tre milioni e 400 mila euro, con gli abbonamenti attestati a quota 2 milioni 396 mila euro (circa 500 mila euro più dello scorso anno). In flessione le vendite sulle singole gare, sia in campionato (783 mila euro contro 990 mila dell’anno prima) che in Coppa Italia: è il “sacrificio” delle tante promozioni proposte dalla società per riempire lo stadio nelle gare più delicate.

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