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Dostoevskij e il tormentato “Ivan” per la prima produzione del Teatro Donizetti video

I grandi risultati della scorsa stagione hanno spinto il Donizetti a fare il salto di qualità, lanciandosi nella prima produzione: insieme al Teatro Ringhiera di Milano presenta lo spettacolo “Ivan” tratto dal “I Fratelli Karamazov” di Dostoevskij.

“Bergamo è una città teatrale” afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti “i risultati della scorsa Stagione sono stati incredibili e ci hanno mostrato un pubblico eterogeneo, molto numeroso, ma anche critico e competente”. Ed è proprio in questo momento che il Teatro Donizetti decide di provare qualcosa di nuovo: una produzione. È un “salto importante” per il Teatro e per tutta la città e verrà affrontato insieme all’ATIR Teatro Ringhiera di Milano. E proprio perchè è un grande progetto è stato scelto un soggetto altrettanto grande. Lo spettacolo, che verrà rappresentato al Teatro Sociale il 14 e il 15 febbraio 2017 all’interno della Stagione di Altri Percorsi, si chiamerà “Ivan” e prenderà spunto dal personaggio di Ivan Fëdorovič Karamazov de “I Fratelli Karamazov”, scritto da Dostoevskij.

Il Teatro Sociale gremito per l'Elisir d'amore

Il progetto non vuole fermarsi alle sole due repliche: l’Università di Bergamo infatti, anche in onore dei 200 anni dalla morte di Giacomo Quarenghi, sta organizzando una serie di attività per illustrare i diversi legami che ci sono stati nella storia tra Bergamo e la Russia. Il progetto sarà presentato ad Ottobre. Il sito è già disponibile a questo indirizzo. 

L’idea di questa collaborazione è nata durante una serata del maggio 2014, durante la quale Maria Grazia Panigada, direttore artistico delle Stagioni di Prosa e di Altri Percorsi del Teatro Donizetti, è stata folgorata dalla lettura di Fausto Russo Alesi dell’episodio del Grande Inquisitore al Teatro Ringhiera di Milano. “Quell’emozione così forte non poteva finire così”. Il suo desiderio di realizzare uno spettacolo su Ivan incontra la volontà del gruppo ATIR di portare avanti questo progetto. E poco dopo compare l’occasione perfetta per realizzarlo: la proposta del Teatro Donizetti di fare una produzione.

Il protagonista nei panni di Ivan sarà ovviamente Fausto Russo Alesi, attore e premio Ubu 2002, che nella scorsa stagione era già venuto al Donizetti per recitare in “Natale a casa Cupiello”, la regista invece Serena Senigaglia, fondatrice e attuale direttore artistico di ATIR. Entrambi si sono formati alla scuola “Paolo Grassi” di Milano. “Ormai l’amicizia e la collaborazione tra me e Fausto va avanti da 24 anni” dice Serena “ed è proprio per questa lunga collaborazione che abbiamo deciso di affrontare quella lettura, ovviamente con l’umiltà e lo spavento di un uomo piccolo di fronte a un’opera tanto grande”. Serena, solitamente molto critica durante i suoi spettacoli, è stata costretta ad ammettere la grande emozione provata: “Quella sera Fausto sembrava veramente posseduto”. Il Grande Inquisitore secondo Serena è solamente un pretesto: Ivan parla di sé, del ragazzo che si ostina a cercare il senso di questa vita e che continua a sbattere la testa contro i problemi che si pone.

Il “Virgilio”, come lo ha definito la regista, che li guiderà nella corretta interpretazione del testo sarà Fausto Malcovati, uno dei massimi conoscitori della letteratura e della cultura Russa in Italia. Per la resa teatrale sarà fondamentale l’aiuto della drammaturga Letizia Russo, con la quale si metteranno in scena alcune delle riflessioni di Ivan all’interno del libro.

“A me è sempre piaciuto” dice Fausto Russo Alesi “lavorare sulle crepe dei personaggi, non sugli aspetti vincenti e stabili, ma su quelli deboli e riflessivi”. Ivan è solo in scena? Secondo Fausto no, le sue riflessioni sono i suoi interlocutori sempre presenti dovunque egli vada.

Il budget è di 44mila euro, egualmente diviso tra i due teatri e lo spettacolo è stato già acquistato da un teatro nazionale.

Luca Vezzoli e Alessandro Belotti

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