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Sarpi, che ti succede? Sempre meno iscritti, serve un cambiamento netto

Un Sarpino sulla situazione del Liceo Classico di piazza Rosate in città Alta: “Serve un nuovo approccio col mondo esterno per attrarre e invogliare gli studenti ad iscriveri: oggi sono solo terrorizzati”

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Per la nostra rubrica “Consultiamoci”, dedicata agli studenti e scritta direttamente da loro, pubblichiamo l’articolo di un “Sarpino” che mette in guardia dalla costante perdita annuale di iscritti: uno studente innamorato della sua scuola a cui piacerebbe vedere miglioramenti tangibili che possano invogliare altri ragazzi ad iscriversi al Liceo Classico.

Tutti sono ormai a conoscenza del fatto che il Sarpi il prossimo anno si troverà con 42 iscritti in meno rispetto all’anno precedente. Per alcune scuole potrebbe non sembrare una grande perdita, anzi eviterebbe a molti altri studenti un primo anno di selezioni ed eliminazioni di massa. Per il Sarpi invece, 42 alunni in meno, che sono all’incirca due classi, vorrebbe dire perdere circa metà o tre quarti degli studenti di un anno.

Che cosa deve aver portato a questo abbassamento di iscritti? Colpa nostra? Loro? Colpa di nessuno? Per rispondere a queste domande credo che sia doveroso fare un passo indietro e analizzare tutti i momenti in cui c’è stato un contatto diretto o indiretto tra il Liceo Sarpi e tutti quei ragazzi che avevano una vaga e imprecisa idea su quale scuola frequentare.

Spesso si viene a conoscenza del Sarpi o in generale di una scuola superiore tramite la famiglia, magari perchè si hanno fratelli, sorelle o genitori che hanno fatto quella scuola; tramite miti e leggende raccontate su quella scuola; o semplicemente perchè ci si informa su che tipo di scuola si vorrebbe fare. È in questi momenti che il ragazzo comincia a farsi delle idee, ma sono pur sempre ancora idee.

Questo è il momento in cui un possibile nuovo sarpino può rimanere terrorizzato da come gli viene presentato il Sarpi o, al contrario, rimanerne estremamente impressionato. Molti, per esempio, vedono nei racconti del Sarpi su professori sputafuoco e giorni di panico completo un motivo in più per non andarci o quel pizzico in più di pepe che ti tiene sempre sveglio.

Fatta una prima ‘selezione’ poi, si passa alla fase degli open day, dove il ragazzo vive in prima persona l’ambiente della scuola, l’edificio, le persone che lo compongono e dove capisce davvero dove vuole andare.

Avendo vissuto ormai questa esperienza da entrambe le parti, ho visto come i sarpini siano davvero attaccati alla loro scuola, e come, magari proprio per i professori e per l’ambiente difficile e impegnativo, riescano a legare in modo forte tra di loro e, essendo anche in quattro gatti, a conoscersi un po’ tutti alla fine. E riescono sempre a trasmettere tutto questo alla nuova generazione sarpina.

Ma siamo sinceri, questo accade in ogni scuola. Tutte hanno il loro spirito scolastico e tutte hanno i loro lati belli e brutti.

Ma perchè al Sarpi ci sono sempre pochi iscritti e continuano sempre più a diminuire?

Il Classico ormai continua sempre più ad essere sminuito e denigrato, con tutti quegli articoli sull’inutilità delle lettere classiche e con le poche e sbagliate informazioni date fuori dalla scuola. Ormai più della metà dei sarpini sono o figli di ex sarpini o gente che va in una scuola in cui sa già di che morte morire, ma a cui apparentemente non importa.

Bisogna poi tener conto anche di un altro aspetto, cioè che il Sarpi è un edificio tanto bello quanto storico, con aree non a norma e soffitti cadenti, così molti preferiscono mettere prima la salvezza rispetto che al sapere, come è anche giusto che sia. La gente vede il Sarpi come sì una scuola che può dare profitti in futuro, ma per molte cose, ora come ora, non può garantire opportunità pari ad altre scuole, più moderne, attrezzate. E questo, anche se il Sarpi è sì tanto bello e con una bella vista su città bassa, sicuramente va a suo svantaggio.

Concludo dicendo che sì, leggendo le mie precedenti parole molti di voi potrebbero pensare che io odi la mia scuola o che almeno non riesca a vedere il lato positivo di quello che c’è già. Ma ho scritto tutto questo proprio per dire come io creda, come sarpino, che il Sarpi necessiti di un cambiamento tanto veloce quanto radicale, nell’approccio col mondo esterno e nell’idea di compiere dei cambiamenti nell’amministrazione della struttura, così da valorizzare ancora di più quello che credo già ci sia. Siamo tanto bravi a parlare e a criticare ma non si sono visti molti cambiamenti per adesso, e vedendo come stanno andando le cose, non vorrei mai che il Sarpi si trovi ogni anno con sempre meno studenti.

A me piace la mia scuola, e con questo articolo spero di pizzicare gli animi delle persone interessate a questo argomento così da poter in qualche modo invogliare a un cambiamento e, non si sa mai, a dei miglioramenti”.

Un Sarpino

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